Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, sabato 18 aprile ore 17 a San Terenzo
13 Aprile 2026 – 22:39

Presentazione di
“Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
sabato 18 aprile ore 17
San Terenzo, Sala Itala Mela – locali parrocchiali
Viale della Vittoria 4
La Coop. Primo Maggio organizza, sabato 18 aprile alle 17, la presentazione a …

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Presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” – Lunedì 23 febbraio ore 17 a Carrara, Sala Gestri della Biblioteca Civica

a cura di in data 16 Febbraio 2026 – 23:24

Invito

Presentazione di
Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto
Lunedì 23 febbraio ore 17
Carrara – Sala Gestri della Biblioteca Civica

Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” (ETS edizioni) sarà presentato lunedì 23 febbraio alle ore 17 a Carrara, nella sala Gestri della Biblioteca Civica. All’iniziativa – organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dalla Sezione Anpi di Carrara e dall’Associazione Dal Libro alla Solidarietà con il patrocinio del Comune di Carrara – interverranno Giorgio Pagano, curatore del libro, Alfonso Maurizio Iacono, filosofo dell’Università di Pisa e coautore, e Marcello Palagi, direttore di Eco Apuano.
Il libro ospita scritti di: Giorgio Pagano, Marcello Flores, Luisa Passerini, Chiara Dogliotti, Giovanni Gozzini, Alessandro Santagata, Alfonso Maurizio Iacono, Massimo Cappitti, Luca Basile, Marcello Montanari, Guido Viale.

Sessant’anni fa, il 30 novembre 1964, iniziò l’occupazione di Sproul Hall, nel campus di Berkeley. Joan Baez intonò Blowin’ in the wind di Bob Dylan («Su quante strade deve camminare un uomo / Prima di essere chiamato tale?»). Mario Savio, leader del Free Speech Movement, tenne un brevissimo discorso agli studenti, basato sul concetto che «la storia non è finita» e che «è possibile una migliore società». Il Sessantotto fu la richiesta di un cambiamento di civiltà all’insegna della fratellanza: l’essere persone nuove e il sentirsi reciprocamente legati. Più che un movimento nato nelle sedi istituzionali della politica, un movimento “morale” che poi scoprì la politica ma non assunse una forma definita. E che volle rispondere alle sfide della secolarizzazione ricercando un nuovo senso della vita, intrecciando in questo tentativo spinte di provenienza marxista, cattolica, libertaria. Fu utopia, ma anche realismo, lotta per conquistare qui e ora una scuola e una fabbrica più libere e democratiche, una radicale riforma del sapere e della cultura, una maggiore giustizia sociale.
In questo libro storici, filosofi e studiosi di diversa provenienza riflettono e discutono ancora sugli anni Sessanta e sul Sessantotto. Forse perché l’utopia concreta di «una migliore società» non può esaurirsi, e la storia può e deve ricominciare. Quegli anni sono ormai molto lontani da noi, ma l’approccio umanistico contro un mondo disumanizzato è più che mai necessario.


Partecipazione e confronto anche a Carrara per la presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”. All’iniziativa – organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dalla Sezione Anpi di Carrara e dall’Associazione Dal Libro alla Solidarietà e tenutasi nella Biblioteca civica – sono intervenuti Giorgio Pagano, curatore del libro e Alfonso Maurizio Iacono, filosofo dell’Università di Pisa e coautore, introdotti da Carmine Mezzacappa dell’Associazione dal Libro alla Solidarietà e da Almarella Binelli della Sezione Anpi di Carrara.
Molti i temi affrontati: dalla lotta per cambiare la scuola e la fabbrica a quella contro la guerra in Vietnam. “Le grandi riforme conquistate negli anni Settanta sono il frutto del Sessantotto – ha affermato Iacono – oggi sono messe in discussione, le cose sono peggiorate per quanto riguarda sia l’eguaglianza che la democrazia”. “Non possiamo vivere nell’eterno presente, dobbiamo comprendere il passato e tornare a sperare nel futuro” – ha concluso, d’intesa con Pagano. Nell’umanesimo del Sessantotto ci sono tracce valide ancora oggi, in un mondo sempre più disumanizzato, ha detto Pagano: “la centralità della riforma dei saperi e della cultura, una concezione della liberazione non solo ‘dall’alto’ ma anche personale, il pacifismo, la partecipazione e la spinta a ravvivare la democrazia”.

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