Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, Venerdì 7 Agosto ore 21 a Bonassola
Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
Venerdì 7 Agosto ore 21
Casa del Popolo di Montaretto – Bonassola
Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” sarà presentato venerdì 7 agosto alle ore 21 alla Casa del Popolo di Montaretto (Bonassola). L’autore dialogherà con Roberto Lamma.
L’iniziativa, organizzata dal locale Circolo ARCI, sarà preceduta da un apericena alle ore 20.
Ennio Carando, piemontese nato a Pettinengo ma cresciuto a Bra, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa della Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Scrive Pagano nella Premessa:
La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.
Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità”.
Tanta partecipazione anche a Montaretto di Bonassola per la presentazione del libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza”. Dopo la cena nella splendida terrazza sul mare della Casa del Popolo, la serata è proseguita con il dialogo tra l’autore e i presenti sul “personaggio” Carando e sulla sua attualità.
Carando ci insegna innanzitutto, ha affermato Pagano, che “l’opposizione al Male nella storia deve essere coerente, tenace, tempestiva” e che “la disobbedienza di fronte al Male non solo è legittima, ma è anche un imperativo morale”. Largo spazio è stato dedicato al Carando docente, che “ha insegnato ai giovani a pensare con la propria testa, senza mai indottrinarli”: fu così che, in ogni scuola in cui insegnò, formò giovani che diventeranno poi partigiani di ogni tendenza politica: comunisti, azionisti, cattolici.
Molto si è discusso del rapporto tra morale e politica oggi. Pagano ha così concluso:
Dopo il 1989 tanti dissero che “la storia è finita”. Ma invece, nonostante tutto, la storia è tornata. L’“ultimo uomo” è risultato irriducibile al consumatore insaziabile. Neanche la potenza delle macchine “intelligenti” con i loro algoritmi l’ha piegato, finora. Al contrario, un mondo sempre più disumanizzato genera la reazione morale “per restare umani”. In solidarietà con il martoriato popolo palestinese… Con Mamdani a New York… Con i giovani che difendono la Costituzione e dicono NO a tutti i prepotenti… Questa reazione non genera, non può generare di per sé un progetto politico. Per questo serve il ritorno della Politica all’altezza della Storia. Una Politica con una dimensione trascendente. Una Politica guidata dalla morale. Come per Carando. Senza un principio etico universale non c’è più neppure l’azione politica, la capacità creativa dell’umano. Qui sta l’attualità della “pagina morale della Resistenza”, di cui Carando è un simbolo.
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