Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, a Carrara il 22 Aprile, a Genova il 23 Aprile, a Santo Stefano Magra il 24 Aprile e a Vernazza il 25 Aprile
Presentazione di
“Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
Carrara – 22 aprile ore 21
Genova – 23 aprile ore 18
Santo Stefano Magra – 24 aprile ore 17.30
Vernazza – 25 aprile ore 17
Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” sarà presentato, nei prossimi giorni, a Carrara, Genova, Santo Stefano Magra e Vernazza.
A Carrara la presentazione si terrà mercoledì 22 aprile alle 21 nell’ex ospedale San Giacomo, per iniziativa del Circolo Spazio Alberica in collaborazione con l’Associazione dal LIbro alla Solidarietà: l’autore dialogherà con Carmine Mezzacappa dell’Associazione dal LIbro alla Solidarietà e con Marcello Palagi direttore di Ecoapuano.
Giovedì 23 aprile alle 18 il libro sarà presentato al Circolo Arci Zenzero di Genova, per iniziativa del Circolo.
Con Giorgio Pagano ci sarà Paolo Corsini, storico dell’Università di Parma e presidente dell’Istituto Parri.
Venerdì 24 aprile la presentazione si terrà a Santo Stefano Magra alle 17,30 nel circolo Arci Mutuo Soccorso, organizzata dal Comune di Santo Stefano Magra, dalla locale Sezione Anpi e dall’Associazione Culturale Mediterraneo. Ultimo appuntamento, infine, a Vernazza sabato 25 aprile alle 17 presso lo spazio esterno della pensione “Sorriso”, per iniziativa del Comune di Vernazza, della locale Sezione Anpi e dell’Associazione Culturale Mediterraneo. In entrambe le occasioni sarà presente, con l’autore, Roberto Centi, insegnante, già consigliere regionale.
Ennio Carando, piemontese nato a Pettinengo ma cresciuto a Bra, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa della Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Scrive Pagano nella Premessa:
La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.
Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità”.
Le fotografie della presentazione a Carrara
- Foto di Enrico Amici
- Foto di Enrico Amici
- Foto di Enrico Amici
- Foto di Enrico Amici
- Foto di Enrico Amici
- Foto di Enrico Amici
- Foto di Enrico Amici
Questo il link al video della presentazione a Genova del 23 aprile
(https://youtu.be/qZRETSxCxig?si=9ro4xNbCMiJt9jFB)
Le fotografie della presentazione a Santo Stefano Magra
- Foto di Ornella Caltabiano
- Foto di Ornella Caltabiano
- Foto di Ornella Caltabiano
- Foto di Ornella Caltabiano
- Foto di Ornella Caltabiano
- Foto di Ornella Caltabiano
- Foto di Ornella Caltabiano
- Foto di Ornella Caltabiano
Le fotografie della presentazione a Vernazza
In occasione del 25 aprile il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato a Carrara, Genova, Santo Stefano Magra e Vernazza, suscitando ovunque interesse e partecipazione.
A Carrara il libro è stato presentato da Carmine Mezzacappa dell’Associazione dal LIbro alla Solidarietà e da Marcello Palagi direttore di Ecoapuano. Mezzacappa ha evidenziato il tema dell’intransigenza morale come centrale nella filosofia di Carando e il nesso stretto tra pensiero e azione, che portò il professore al partigianato e a una morte eroica: l’unico caso di un partigiano cieco nella Resistenza italiana. “Una vera riforma della società deve essere anche morale”, questo è il lascito più grande di Carando. Per Palagi il libro “è molto più ricco di quanto non dica il titolo” perché “offre un quadro complessivo della vita culturale durante il fascismo, con tutte le sue sfumature”. Carando – ha aggiunto – giurò “solo perché la scuola gli consentiva di avere ampio contatto con i giovani, cercando di insegnar loro l’amore per la libertà”. Fu in questo modo che creò, in tutte le città in cui insegnò, “comunità socratiche” con studenti destinati a diventare partigiani.
Anche per Paolo Corsini, storico dell’Università di Parma e presidente dell’Istituto Parri, presentatore a Genova, il libro di Pagano “é molto più che una biografia, è uno specchio della vita culturale sotto il fascismo”. Carando passò dall’opposizione culturale a quella politica, arrivando al comunismo non attraverso Marx ma attraverso la filosofia morale di Juvalta e Martinetti. Il suo fu “un antifascismo morale ed esistenziale”, che incontrò il PCI grazie a Luigi Capriolo, un dirigente non dottrinario, aperto al dialogo con intellettuali e studenti. La morte di Carando “è un mito” – ha concluso – perché insieme a lui morirono il fratello Ettore, ufficiale monarchico, e Leo Lanfranco, operaio alla FIAT: “una triade che bene esprime la pluralità degli apporti alla Resistenza”.
A Santo Stefano Magra e a Vernazza il libro è stato presentato da Roberto Centi, insegnante, già consigliere regionale: “Carando fu educatore e filosofo, forte è in lui il legame tra pedagogia e filosofia morale. Educare è ‘fare’ filosofia morale”. Il libro segue Carando a Torino, a Cuneo, a Modena, a Savona, alla Spezia, soprattutto attraverso le testimonianze dei suoi allievi, e ci fa capire “l’importanza dell’insegnamento socratico, della disposizione al dialogo con i giovani, dell’umanesimo come grande vettore di contatto con i giovani”.
Giorgio Pagano ha evidenziato in ogni incontro che “la Resistenza non è solo un fatto storico, è il fondamento di una tensione generatrice, che genera un costume, un valore, una scelta di campo morale”. La vita e la morte di Carando ci spiegano perfettamente quale fu il “miracolo morale” della Resistenza: “ci fu una sorta di imperativo categorico: essere in pace con la propria coscienza, in un momento nel quale si è chiamati a cogliere un’occasione storica, che non è solo tale per il proprio Paese, ma per ciascuno come individuo. Non ci si potrà rimproverare in futuro di non esserci stati quando ci si poteva essere, in un momento in cui il Paese aveva bisogno di tutto, e aveva bisogno di tutti”.
“Poi vennero i partiti antifascisti, che guidarono la Resistenza – ha concluso Pagano – ma senza l’antifascismo morale degli intellettuali come Carando e dei giovani, i partiti, da soli, non ce l’avrebbero fatta”.
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