“Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” di Dino Grassi, Domenica 8 Febbraio ore 10 al Circolo Arci Termo con Giorgio Pagano, Marco Baruzzo e Luca Comiti
“Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista”
di Dino Grassi
Domenica 8 Febbraio ore 10
Circolo Arci Termo
con Giorgio Pagano, Marco Baruzzo e Luca Comiti
Il libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” sarà presentato domenica 8 febbraio alle ore 10, nei locali del Circolo Arci del Termo (via Sarzana 849).
Dopo i saluti di Renata Angelinelli, segretaria del Circolo Pd Ciampolini di Melara, e l’introduzione di Marco Cappelli, del Direttivo del Circolo, interverranno Giorgio Pagano, curatore del volume, Marco Baruzzo, segretario provinciale Pd, e Luca Comiti, segretario generale CGIL La Spezia.
L’iniziativa è organizzata dal Circolo Pd Ciampolini di Melara e dall’Unione Comunale del Pd.
Dino Grassi (1926-2023) è stato un operaio del Cantiere del Muggiano alla Spezia, per oltre dieci anni segretario della Commissione Interna. Fu poi consigliere regionale del PCI dal 1970 al 1980. In quella fase continuò a fare l’operaio.
Il libro è stato pubblicato da ETS edizioni nell’ambito della collana “Verba manent”, dedicata alle storie di donne e uomini testimoni del loro tempo, spesso impegnati a costruire un mondo più giusto e solidale.
La “memoria” annota la vita lavorativa di Grassi al Cantiere del Muggiano tra il 1940 e il 1980 del secolo scorso. Dai ricordi che mette su carta emerge l’esperienza di una persona, ma anche della comunità che lo accoglie, investita dai grandi eventi storici: il 25 luglio e l’8 settembre 1943; gli scioperi del 1944 e la Resistenza; la ricostruzione del paese e la rottura dell’unità sindacale; la restaurazione degli anni Cinquanta, la caduta del mito di Stalin, la progressiva riscossa operaia dai primi anni Sessanta, l’Autunno caldo e la successiva sconfitta. Alla Spezia, lungo il decennio che va dai primi anni Sessanta ai primi anni Settanta, fu epica la lotta per la salvezza del Cantiere del Muggiano.
La pubblicazione della “memoria” è stata curata da Giorgio Pagano, autore di un’intervista a Grassi e di una Postfazione che completano il libro.
In una fase di rimozione delle vicende del proletariato industriale, la “memoria” di Grassi, insieme all’intervista, ci invitano a indagare le storie di fabbrica e a recuperare la ricchezza politica e culturale allora prodotta, affinché non vada perduto un patrimonio che ancora ci può essere utile.
Grande partecipazione a Melara per la presentazione del libro di Dino Grassi, curato da Giorgio Pagano, “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista”, organizzata domenica 8 febbraio dal circolo Circolo Circolo Pd Ciampolini di Melara e dall’Unione Comunale del Pd nei locali del circolo Arci del Termo.
Dopo il saluto di Renata Angelinelli, segretaria del Circolo, Marco Cappelli, del Direttivo del Circolo, ha introdotto presentando la figura di Dino Grassi: un operaio “simbolo di coraggio – quando essere impegnati nel sindacato comportava il rischio del licenziamento e dell’emigrazione – e di moralità: volle sempre fare l’operaio, anche quando fu eletto in Regione per il PCI… quando veniva varata una nave lavorava al varo, poi si toglieva la tuta, si metteva la giacca e la cravatta e saliva sul palco delle autorità”.
Per Luca Comiti, segretario generale della CGIL, “il libro dovrebbe essere letto nelle scuole, nonché da ogni sindacalista, per capire come sono stati raggiunti in settant’anni di lotte risultati importantissimi per la dignità del lavoro e come siamo tornati indietro su tanti aspetti”. “Siamo stati sconfitti – ha aggiunto – perché “il lavoro è stato frammentato e parcellizzato”, e perché sul piano culturale “l’individualismo ha sostituito la solidarietà”. “Bisogna riprendere la lotta di classe, perché le classi dominanti la stanno facendo e vincendo”, ha concluso Comiti.
Marco Baruzzo, segretario provinciale del Pd, ha ricordato la “moralità” e la “signorilità” di Grassi, rievocando il fortuito e unico incontro durante un’estate sarzanese di alcuni anni fa, e ha posto la domanda chiave: “dove è finito il mondo del lavoro, come fare a dargli rappresentanza?”.
Giorgio Pagano ha raccontato la nascita del libro e si è soffermato su molti suoi aspetti. Ha così concluso:
“Di questa storia resta la consapevolezza della necessità di dare dignità al lavoro. Il tema riguarda gli operai, la loro coscienza, e riguarda le loro ‘istituzioni’, sindacati e partiti. Il mondo del lavoro è cambiato e cambierà ancor più profondamente in futuro. Ci sarà sempre più una grande varietà di forme di impiego, di livelli retributivi, di orari, di configurazione di luoghi di lavoro, di situazioni assicurative e pensionistiche. Ci saranno ‘nuovi’ lavoratori della conoscenza e ‘nuovi’ operai, spesso migranti odiosamente sfruttati. L’unità di questo mondo non può che essere, come sempre nella storia, una costruzione culturale, creata dal basso e dall’alto. Con l’obiettivo di ‘un nuovo senso della vita’ che riconosca valore economico, sociale, professionale a tutti i lavori e che sia la base di un percorso di dignità del lavoro e attraverso il lavoro. Perché il lavoro resta un lavoro mercificato. Le idee e la cultura di Dino Grassi non bastano più. Ma quelle lotte umanistiche – lo slogan degli operai del Muggiano era ‘Uomini sì, bestie no!’ – spingono a pensare il mondo nuovo con la consapevolezza delle potenzialità di una parte del passato”.
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