Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, sabato 16 maggio ore 17 a Moneglia
13 Maggio 2026 – 09:32

Presentazione di
“Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
sabato 16 maggio ore 17
Moneglia
Sabato 16 maggio, alle ore 17, presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Moneglia sarà presentato il libro “Ennio Carando un filosofo …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

“Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” di Dino Grassi a cura di Giorgio Pagano. Dalle lotte di ieri a quelle di oggi, 8-9 giugno: cinque Sì per il lavoro e la cittadinanza – Incontro con Nicola del Vecchio e Giorgio Pagano. Giovedì 29 maggio ore 21 a Villafranca Lunigiana

a cura di in data 24 Maggio 2025 – 22:45

Io sono un operaio – Villafranca Lunigiana

Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalistadi Dino Grassi
a cura di Giorgio Pagano

Dalle lotte di ieri a quelle di oggi
8-9 giugno: cinque Sì per il lavoro e la cittadinanza

Incontro con Nicola del Vecchio e Giorgio Pagano
Giovedì 29 maggio ore 21
Villafranca Lunigiana – Salone voltato del Museo Etnografico

L’Associazione Culturale Benedicenti e l’Associazione Culturale Mediterraneo hanno organizzato, giovedì 29 maggio alle 21, la presentazione a Villafranca Lunigiana – nel Salone voltato del Museo Etnografico – del libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista”. Il tema è “Dalle lotte di ieri a quelle di oggi. 8 e 9 giugno: cinque Sì per il lavoro e la cittadinanza”. Nicola Del Vecchio, segretario della CGIL di Massa Carrara, dialogherà con Giorgio Pagano, curatore del libro e membro del Comitato provinciale spezzino per il Sì ai referendum. Introdurrà la prof.ssa Mara Cavalli, presidente dell’Associazione Culturale Benedicenti.

Dino Grassi (1926-2023) è stato un operaio del Cantiere del Muggiano alla Spezia, per oltre dieci anni segretario della Commissione Interna, dal 1953 al 1958 e dal 1964 al 1970. Fu poi consigliere regionale del PCI, dal 1970 al 1980. In quella fase continuò a fare l’operaio.
La “memoria” annota la vita lavorativa di Grassi al Cantiere del Muggiano tra il 1940 e il 1980 del secolo scorso. Dai ricordi che mette su carta emerge l’esperienza di una persona, ma anche della comunità che lo accoglie, investita dai grandi eventi storici: il 25 luglio e l’8 settembre 1943; gli scioperi del 1944 e la Resistenza; la ricostruzione del paese e la rottura dell’unità sindacale; la restaurazione degli anni Cinquanta; la progressiva riscossa operaia dai primi anni Sessanta, le grandi conquiste di libertà e dignità con l’Autunno caldo, la successiva sconfitta.
La pubblicazione della “memoria” è stata curata da Giorgio Pagano, autore di un’intervista a Grassi e di una Postfazione che completano il libro.
Il libro invita a indagare le storie di fabbrica e a recuperare la ricchezza politica e culturale allora prodotta, affinché non vada perduto un patrimonio che ancora ci può essere utile.
Resta, di quella grande storia, la necessità di ridare libertà e dignità al lavoro. Il mondo del lavoro è cambiato e cambierà ancor più profondamente in futuro. Ma il lavoro, ogni lavoro, cioè l’attività vitale di ogni uomo, ha ancora la connotazione di merce: ed è ciò che mette in relazione tra loro tutti i lavori e spinge all’unificazione della classe lavoratrice.
Oggi il tema del lavoro sta tornando centrale. I referendum contro i licenziamenti facili, contro la precarietà infinita dei contratti a termine, per la sicurezza nei subappalti, per la piena cittadinanza a chi lavora e vive stabilmente in Italia hanno rimesso al centro del dibattito pubblico le grandi domande della democrazia sociale.
I referendum sono l’occasione per fare in modo che le politiche tornino a proteggere le persone, e che la politica sia fatta di partecipazione e democrazia. Per continuare, in forme nuove, le lotte di Dino Grassi e dei suoi compagni.


Il giro di presentazioni del libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” ha fatto tappa a Villafranca Lunigiana e a Vernazza.
Nicola Del Vecchio, segretario della CGIL di Massa Carrara, e Marzio Artiaco, della segreteria della FIOM della Spezia, sono partiti dall’esperienza di Grassi – una vita di lotte per la libertà e la dignità del lavoro al Cantiere Navale Muggiano della Spezia – per soffermarsi sui diritti da conquistare o riconquistare oggi. I referendum – hanno sostenuto – “mettono nuovamente al centro il valore del lavoro, che dà dignità alla vita umana”.
Con l’affermazione dei sì può cambiare concretamente la vita di milioni di persone: 3,5 milioni otterrebbero il diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo; 3,7 milioni dipendenti dalle piccole aziende otterrebbero un risarcimento più alto in caso di licenziamento illegittimo; quasi 3 milioni di persone con contratti a termine potranno uscire dalle condizioni di precarietà; 4 milioni di lavoratori che operano nelle società in appalto potranno avere maggiori condizioni di sicurezza; 2,5 milioni di uomini e donne otterrebbero finalmente la cittadinanza.
Giorgio Pagano, curatore del libro, ha raccontato le lotte di Grassi per il “lavoro buono” contro il “lavoro cattivo”: il primo è quello in cui, come nel maestro d’ascia, “si esprime la ricchezza creativa dell’uomo”. Oggi “facciamo i conti con i risultati della globalizzazione neoliberista”: “il lavoro è sempre più cattivo e povero, come dimostra sia la fuga dei nostri giovani all’estero sia il fatto che attraiamo sempre meno migranti”. Ma in questo modo – ha proseguito – “è a rischio il nostro sistema produttivo, perché sta venendo a mancare la forza lavoro”.
I referendum, hanno concluso Del Vecchio e Artiaco, “sono l’occasione per mettere al centro la persona e non il profitto e per dare un futuro ai giovani e al nostro Paese”.

Popularity: 3%