Riforma della giustizia Nasce anche alla Spezia il Comitato per il No
16 Gennaio 2026 – 10:29

Nasce anche alla Spezia il Comitato del No alla riforma della giustizia proposta dal ministro Nordio. Un’iniziativa che mette insieme associazioni del territorio, la Cgil, partiti del centrosinistra e numerose personalità del mondo della cultura, …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

“2 agosto 1980 – 2 agosto 2025, La strage di Bologna – La verità” – Venerdì 1 Agosto ore 18 nella Marina di San Terenzo

a cura di in data 24 Luglio 2025 – 21:24

Invito Lerici 1° agosto 2025

Venerdì 1° agosto ore 18 Marina di San Terenzo
2 agosto 1980-2 agosto 2025 La strage di Bologna – La verità

Venerdì 1° agosto alle ore 18, nella Marina di San Terenzo, si terrà l’iniziativa sul tema “2 agosto 1980-2 agosto 2025 La strage di Bologna – La verità”, organizzata dalla Sezione Anpi di Lerici, dalla cooperativa Primo Maggio, dal Circolo Arci Borgata Marinara di Lerici, dalla Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici, dall’Associazione Culturale Mediterraneo e dal Circolo Pertini.
Interverrà Davide Conti, storico, consulente della Procura di Bologna per l’inchiesta sulla strage.
Introdurrà il professor Persio Tincani, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Parma.
Il micidiale ordigno, che il 2 agosto 1980 causò la morte di 85 persone e provocò immani sofferenze tra i familiari e gli amici, nella città di Bologna come nel resto del Paese, “ha impresso un segno indelebile nella coscienza civile del nostro popolo”, ha scritto lo scorso anno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna, Paolo Bolognesi.
L’immagine della stazione ferroviaria con l’orologio fermo al minuto della tremenda esplosione è divenuta simbolo della disumanità del terrorismo, dell’attacco sferrato al cuore della democrazia italiana e della risposta, ferma e solidale, che la società e lo Stato seppero dare agli eversori assassini.
A 45 anni dalla strage le sentenze della Cassazione hanno scritto una parte fondamentale della storia dell’Italia repubblicana individuando mandanti (la loggia massonica P2), finanziatori (il Banco Ambrosiano a guida piduista), depistatori (servizi segreti e apparati di sicurezza dello Stato) ed esecutori (i gruppi neofascisti) della strage del 2 agosto 1980. Un quadro d’insieme che ricompone il drammatico senso dell’attacco all’assetto della Repubblica democratica e antifascista portato dalle forze eversive operanti nel Paese nel decennio 1969-1980 e finalizzato al rovesciamento della Costituzione nata dalla Resistenza.


La Marina di San Terenzo, venerdì scorso, si è riempita di gente per partecipare all’incontro sul tema “2 agosto 1980-2 agosto 2025 La strage di Bologna – La verità”, organizzato dalla Sezione Anpi di Lerici, dalla cooperativa Primo Maggio, dal Circolo Arci Borgata Marinara di Lerici, dalla Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici, dall’Associazione Culturale Mediterraneo e dal Circolo Pertini.
Davide Conti, storico, consulente della Procura di Bologna per l’inchiesta sulla strage, introdotto dal professor Persio Tincani, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Parma, ha tenuto una apprezzatissima “lezione” sulla strage che, 45 anni fa, causò la morte di 85 persone e provocò immani sofferenze.
“Non esiste altro Paese al mondo con una così forte continuità della politica stragista”, ha esordito Conti citando Aldo Moro, che già nel 1962, agli esordi del centrosinistra, denunciò “l’utilizzo del neofascismo eversivo per bloccare ogni modifica agli assetti economici e sociali del Paese”. Non a caso la “strategia della tensione” cominciò nel 1964 con il “Piano Solo” del Presidente della Repubblica Segni e del Comandante dei Carabinieri De Lorenzo.
“Gli organizzatori e i finanziatori sono i soliti dal 1969 al 1980 – ha continuato lo storico – dalla strage di piazza Fontana a quella della Stazione di Bologna: la loggia massonica P2, il Banco Ambrosiano, i neofascisti con l’appoggio dei servizi segreti, che fecero sempre depistaggio e garantirono ai responsabili l’impunità”. Tutto ciò è stato confermato dalle sentenze della Cassazione.
Conti ha così proseguito:
“Nel 1980 la corrente morotea della DC non aveva abbandonato il disegno di coinvolgere il PCI nel governo. Da qui l’uccisione, il 6 gennaio di quell’anno, di Piersanti Mattarella, che avrebbe dovuto diventare il vicesegretario nazionale della DC, da parte dei neofascisti Fioravanti e Cavallini, che saranno poi gli autori della strage di Bologna. La strage segnò la fine di un ciclo storico, che negli anni Sessanta e Settanta aveva cercato di attuare la Costituzione nata dalla Resistenza”.
In conclusione Conti ha in qualche modo anticipato ciò che il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime delle stragi ha affermato il giorno dopo a Bologna:
“Presidente Meloni, condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici”.
Lo storico ha citato i tanti figli dei neofascisti di Ordine Nuovo o di Avanguardia Nazionale che oggi ricoprono ruoli di sottogoverno come collaboratori dei ministri e ha così concluso:
“La politica delle stragi ha reindirizzato la nostra difficile democrazia impedendo quelle che Moro chiamava le modifiche agli assetti economici e sociali dell’Italia, e ancora oggi ne inficia lo sviluppo. Con la storia del neofascismo non abbiamo ancora fatto i conti. Bisogna continuare a porre al passato le giuste domande, per essere donne e uomini liberi, per mettere in discussione un presente inaccettabile”.

Popularity: 3%