Presentazione di “Succedeva un secolo fa. La sinistra e il fascismo in Italia e in Liguria. 1918-1925” di Roberto Speciale. Giovedì 26 maggio ore 17.30 al centro sociale anziani di Piazza Brin
21 Maggio 2022 – 12:24

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La piazzetta non basta più

a cura di in data 21 Febbraio 2013 – 10:13Nessun commento

La Nazione – 18 Febbraio 2013 – Qualche giorno fa La Nazione ha lanciato l’allarme: “Corsa disperata dell’antica Luni. Tre milioni se ne vanno in fumo”. Sono i finanziamenti europei per il recupero e il rilancio dell’area archeologica, a rischio perché entro aprile occorrono i progetti e lo stanziamento della quota parte della Provincia (400.000 euro). Su entrambi i fronti, svela l’articolo, siamo, per responsabilità della Provincia, in alto mare. La notizia spinge a chiedere che il ritardo sia recuperato e sollecita una riflessione più di fondo. Leggiamo di tanti progetti pubblici che i Comuni vorrebbero realizzare: la parte pubblica del waterfront a Spezia, il recupero a fini culturali dell’area ex Vaccari a Santo Stefano, la realizzazione di un ostello nell’ex colonia Olivetti a Marinella… Ma tutto ciò, nell’attuale crisi della finanza pubblica, ha come condizione il finanziamento europeo. E’ una condizione che può realizzarsi: nella proposta presentata dalla Commissione europea per la politica di coesione 2014-2020 è contenuto l’invito a ciascun Paese membro di dotarsi di una “ambiziosa agenda urbana”, che permetta alle città di essere coinvolte nell’elaborazione delle strategie di sviluppo; la proposta di nuovo regolamento del Fondo europeo dello sviluppo regionale (Fesr) prevede, di conseguenza, che almeno il 5% delle risorse assegnate a livello nazionale debba essere destinato ad azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile delegate alle città. Questa condizione ne presuppone però un’altra: che Governo, Regioni e Enti locali siano all’altezza. Al di là di Luni, c’è un problema più generale. Lo spiega bene il Ministro Fabrizio Barca: “Nelle ultime due stagioni di programmazione dei fondi europei non vi sono state progettualità adeguate nel nostro Paese… la speranza è che ora il Paese avverta la propria inadeguatezza e sviluppi progetti di valore… per questo è importante sviluppare forti sinergie istituzionali, affinché siano le reti di amministrazione pubblica a prendere in mano il tema e a sviluppare una propria agenda nazionale… dappertutto nel mondo si sta utilizzando la pianificazione strategica come strumento principale, pensando non tanto ai singoli contesti urbani quanto alle più ampie aree integrate”. Il Ministro Barca è colui che, nella sua precedente funzione, aveva spinto la Commissione europea a cambiare rotta. Sa quindi bene di cosa parla. Il compito che aspetta Regioni, Province e Comuni è chiaro: lavorare a progetti strategici con un approccio multilivello, multisettoriale, integrato. Non piccoli progetti dei Comuni ognun per sé, ma grandi progetti di reti e alleanze di città e territori. Per esempio: il waterfront sì, ma inserito in un progetto sul recupero della linea di costa anche in altre realtà del Paese; il recupero culturale dell’ex Vaccari sì, ma inserito in un progetto di recupero di aree dismesse e di valorizzazione della cultura che riguardi anche altri territori, e così via. Insomma: la piazzetta non basta più. O si pensa in grande o si resta a bocca asciutta.

Giorgio Pagano

Segretario della Rete delle Città Strategiche

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