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Un ciclo è finito. Ora il PD celebri il funerale delle larghe intese

a cura di in data 7 Agosto 2013 – 15:46Nessun commento

Il Blog di Mastro Geppetto – 5 Agosto 2013 – La condanna di Berlusconi è diventata definitiva, il crimine è stato accertato: l’ex Cavaliere ha frodato il fisco, gli altri azionisti della sua azienda e il mercato, per costruirsi una provvista di fondi neri da usare in un altro mercato, quello della politica. La sentenza della Cassazione, arrivata nonostante l’impressionante sequela di abusi costruiti dal premier Berlusconi per aiutare l’imputato Berlusconi, illumina l’intero ventennio che abbiamo alle spalle: un periodo in cui la politica italiana è stata influenzata e a lungo guidata da un leader fin dall’inizio al centro di un pericoloso intreccio tra affarismo e politica. Tener separate, come in tanti hanno detto in questi giorni, le questioni giudiziarie da quelle politiche, è impossibile, perché la Politica non può prescindere dalla Giustizia. L’articolo 54 della Costituzione stabilisce che “i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”: si attui finalmente la Costituzione e si ponga fine allo scandalo di una politica che troppo spesso consente il contrario.

Un ciclo, dunque, è davvero finito. Probabilmente Berlusconi non si metterà da parte, e continuerà a fare del male al Paese (e alla destra italiana, condannata con lui a restare antieuropea). Ma la forza storica del berlusconismo è finita. Ora bisogna uscire dalla prigione di una situazione politica in piena putrefazione, e celebrare il funerale del Governo delle larghe intese. O qualcuno pensa che questo Governo, in cui Berlusconi ha un peso decisivo, possa metter mano alla Costituzione o riformare la giustizia? Dopo questa sentenza, che ha certificato la natura della destra, non è la destra che deve decidere se può restare al governo, ma la sinistra. Se il Pd resterà in questo Governo perderà la sua anima, e la sua classe dirigente, dopo l’ennesimo soccorso a Berlusconi, decreterà il proprio definitivo fallimento. Il Presidente del Consiglio Letta ha detto che “fermarsi ora sarebbe un delitto”. Ma il vero “delitto” non è l’alleanza con chi il “delitto” lo ha commesso?
Che fare, allora? Togliamo il Porcellum con il consenso delle forze sane del Parlamento e torniamo al voto. A settembre si può partire dalla proposta più semplice, il ritorno al Mattarellum. E’ l’unica iniziativa possibile per mettere minimamente il sicurezza il nostro sistema democratico. Poi, alle elezioni, servirà una sinistra nuova. E’ una rotta difficile ma chiara. Il Pd avrà l’intenzione di percorrerla?

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