“Lerici negli anni Sessanta”  Stefania Novelli, Riccardo Bonvicini ed Enzo Millepiedi dialogano con Giorgio Pagano, Giovedì 30 settembre ore 18 al Circolo ARCI a La Serra
26 Settembre 2021 – 21:03

“LERICI NEGLI ANNI SESSANTA”
Stefania Novelli, Riccardo Bonvicini ed Enzo Millepiedi
dialogano con Giorgio Pagano
Giovedì 30 settembre ore 18
Circolo ARCI – La Serra

“Lerici negli anni Sessanta”.
Stefania Novelli, Presidente del Comitato territoriale ARCI La Spezia e i giornalisti …

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Presentazione di “Un mondo nuovo, una speranza appena nata” di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello. Sabato 25 Settembre ore 17.30 alla Casa del Popolo di Montaretto

a cura di in data 24 Settembre 2021 – 20:48Nessun commento

Invito

Casa del Popolo di Montaretto
Sabato 25 Settembre, ore 17.30

Sabato 25 settembre alle ore 17,30, alla Casa del popolo di Montaretto, si terrà la presentazione del primo Volume del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia”. Adastro Bonarini dialogherà con Giorgio Pagano. Il ricavato delle vendite sarà devoluto alla Casa del popolo
Il primo Volume, intitolato “Dai moti del 1960 al Maggio 1968”, contiene i Racconti. 1960-giugno 1968, le Immagini. 1952-giugno 1968 ed i Documenti.
Nel libro sono protagonisti anche studenti, operai, intellettuali della Riviera di Levante, dalle Cinque Terre a Levanto, da Framura a Sestri Levante.

Nella Prefazione lo storico Paolo Pezzino ha scritto:
“L’opera si segnala per l’utilizzazione di 330 testimonianze di donne e uomini che hanno vissuto le vicende degli anni Sessanta in provincia della Spezia (più quelle dei due autori). Le testimonianze non sono riportate nella loro integralità, ma inserite con frammenti all’interno della narrazione storica. Questa scelta consente di adottare uno stile di racconto coinvolgente e vivace, che fa sì parlare i testimoni, ma dà rilevanza e significato ai loro racconti all’interno di un contesto narrativo.
Altra caratteristica dell’opera è lo spettro veramente impressionante degli argomenti trattati: non ci si limita infatti agli aspetti più evidenti delle lotte sindacali degli operai, del movimento degli studenti, dei rapidi mutamenti del mondo politico, ma si prendono in considerazione anche l’evoluzione del costume, della cultura artistica e musicale, dei quadri ideologici, delle pratiche religiose.
I due volumi sono poi corredati da importanti apparati: una cronologia internazionale e nazionale, oltre che locale, appendici documentarie, le schede biografiche dei testimoni, e le fotografie, che fanno parte a pieno titolo dell’interpretazione e della narrazione storiografica.
In conclusione un’opera monumentale che restituisce alla Spezia, importante città industriale, il ruolo di primo piano che le spetta nel quadro dei sovvertimenti politico-sociali ed economici degli anni Sessanta”.


Il primo Volume del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia”, intitolato “Dai moti del 1960 al Maggio 1968”, è stato presentato con successo anche alla Casa del popolo di Montaretto. Giorgio Pagano ha dialogato con Adastro Bonarini e con molti dei partecipanti.
Pagano ha spiegato perché il libro parte dal 1960:
“Solo risalendo alla ‘rottura storica’ del 1960, alle lotte operaie dei primi anni Sessanta, al Concilio Vaticano Secondo, alle lotte contro il colonialismo, alla Beat generation e a un ricchissimo patrimonio culturale si può comprendere la ‘rottura storica’ del 1968-1969. Il 1968-1969 non è un fiore che nasce nel deserto, non è un’esplosione repentina. Fu il frutto di un’incubazione e di una maturazione durate anni”.
Pagano ha raccontato che alla Spezia ci furono, nel 1961, la prima grande lotta operaia, quella del Muggiano, per il salario, i diritti, la salute, e, subito dopo, il primo incontro nazionale tra operai e studenti:
“Per dieci anni, in città, non si era più visto uno sciopero. La manifestazione degli operai del Muggiano passò in piazza Verdi, al canto dell’’Inno dei lavoratori’. Una ragazza del Liceo Classico Costa, Valeria, ne fu colpita e scrisse una lettera a un giornale. Un testo molto bello, che fu alla radice della prima riunione, in Italia, tra studenti e operai. Si tenne l’8 giugno 1961 ed ebbe un risalto nazionale. I mali comuni furono individuati nella mancanza di libertà e di democrazia e nella struttura classista della società e della scuola. Temi che ritroveremo nel Sessantotto”.

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