Presentazione di “Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni sessanta alla Spezia e provincia” di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello, Sabato 20 agosto alle ore 21 nel piazzale della parrocchia di S. Andrea a Levanto
11 Agosto 2022 – 22:09

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Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa”. Martedì 12 luglio ore 21 Ceparana – Pubblica Assistenza

a cura di in data 5 Luglio 2022 – 22:37Nessun commento

Presentazione di
Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa
Martedì 12 luglio ore 21
Ceparana – Pubblica Assistenza

Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” (edizioni Cinque Terre) verrà presentato martedì 12 luglio alle ore 21 a Ceparana (Pubblica Assistenza, Via Feletta), nell’ambito della rassegna “Libri al chiaro di luna”, organizzata dalla Società Dante Alighieri della Spezia, dal Comune di Bolano, dalla Pubblica Assistenza di Ceparana e dalla libreria “Il libro dei sogni”. Interverrà Paolo Pucci, Presidente provinciale ANPI, saranno presenti gli autori.
L’intendimento del libro è quello di fornire un materiale organizzato, anche documentario, tramite il quale capire con la ragione e percepire sentimentalmente il fenomeno della Resistenza al femminile: moltissime donne, nate e cresciute sotto il fascismo, mai prima protagoniste, compirono dopo il 25 luglio e l’8 settembre 1943 scelte morali pesanti e drammatiche. Parteciparono agli scioperi operai, organizzarono proteste, diventarono staffette o partigiane in armi. Nelle campagne e nelle montagne si sviluppò la Resistenza civile delle donne, che furono curatrici e sostenitrici: senza il loro aiuto, variamente declinato fra silenzio, protezione, assistenza, il movimento partigiano non avrebbe potuto superare le traversie del durissimo inverno 1944-45.
Senza la pretesa di esaurire l’argomento “Donne e IV Zona Operativa”, il libro sicuramente costituisce una novità e un punto fermo: il nuovo sta nell’articolazione dei contenuti, nell’apparato di note, nell’ agevole accesso al materiale anche grazie all’indice analitico, nelle indicazioni bibliografiche, nell’ampia documentazione fotografica; il punto fermo è dato dal fatto che sono state raccolte- e oltre l’attuale fase storica sarebbe stato davvero impossibile- le ultime testimonianze delle protagoniste e/o di chi a stretto contatto con esse ha vissuto: 32 sono i ritratti delle donne partigiane, e un intero capitolo è dedicato alle donne delle campagne e delle montagne.
“In un certo senso -scrivono Pagano e Mirabello- si è trattato di fare una corsa contro il tempo, per ‘fissare’ criticamente ma non freddamente un ‘altro’ tempo, senza il quale e senza l’affiorare in esso del protagonismo femminile non ci sarebbero state la Repubblica e la Costituzione. E’ un ‘altro’ tempo che ci parla ancora. Nella vita delle donne protagoniste del libro si intravede l’apertura di una breccia, il principio di un percorso di partecipazione: per tante di loro quei giorni furono ‘vissuti veramente da me’… Oggi che il percorso di emancipazione delle donne, così come il più generale percorso di emancipazione sociale, incontra grandi difficoltà, la concezione della Resistenza civile resta un potente strumento di trasformazione culturale: perché insegna che tutti e tutte, e quindi anche i più deboli, e in ogni occasione, possono fare qualcosa”.


Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” è stato presentato a Ceparana, nell’ambito della rassegna “Libri al chiaro di luna”, presente un folto pubblico. Dopo le presentazioni di Carlo Raggi, presidente della Società Dante Alighieri della Spezia, e di Paolo Pucci, presidente provinciale dell’Anpi, è intervenuto Giorgio Pagano:
“Abbiamo voluto colmare un vuoto nella ricerca e contribuire alla trasmissione dell’eredità della Resistenza. Il libro racconta storie di donne semplici, guidate dalla scelta morale e dall’aspirazione all’autodeterminazione individuale: contadine e pastorelle che hanno assistito i partigiani, madri, staffette, partigiane in armi. Il libro parte dalle testimonianze, dall’attenzione alle dinamiche individuali. Non dalla moralità della Resistenza bensì dalla moralità che le persone, in questo caso le donne, espressero nella Resistenza”. “Certamente la moralità della scelta delle armi chiede di essere interrogata per prima, perché il porre in gioco la propria vita e arrogarsi il diritto di toglierla agli altri è il più radicale dei comportamenti politici -ha continuato Pagano- ma anche la resistenza civile alla guerra delle donne contadine, la loro disobbedienza, fu un fenomeno di straordinaria rilevanza”. Questa la conclusione: “Si aprì una breccia nel processo di emancipazione femminile, che fu in buona parte chiusa nel dopoguerra per poi riaprirsi negli anni Settanta”.
Infine Maria Cristina Mirabello:
“La storia è fatta, in misura minore o maggiore da tutti, uomini e donne. La storiografia è fatta da chi scrive, tramanda i fatti e tramanda se stesso. Le donne fin da subito dopo la Resistenza si sono tramandate poco ed in modo poco retorico. Da qui l’importanza del libro, composto da più parti, storiografiche, narrative, di archivio, libro che presenta un unico tema di fondo, cioè il doveroso recupero di una memoria al femminile. Dentro di esso ci sono però tante storie, per cui può essere letto come composto da una pluralità di racconti, autonomi e tuttavia legati da una significativa scelta “dal basso”, che, nel corso della Resistenza, si incrocia proficuamente con una rete organizzativa, a maglie più o meno larghe, costituita dai CLN e dai partiti”.

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