“50 anni di obiezione per la pace. Un’altra difesa è possibile!” – Sabato 28 gennaio ore 10, Auditorium Biblioteca Beghi
27 Gennaio 2023 – 15:39

“50 anni di obiezione per la pace. Un’altra difesa è possibile!”
Sabato 28 gennaio ore 10,
Auditorium Biblioteca Beghi
Per ricordare i 50 anni della legge 772/72 sull’ Obiezione di Coscienza al servizio militare, il Gruppo di Azione …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Guido Viale e Cataldo Ranieri sulla conversione ecologica

a cura di in data 9 Gennaio 2013 – 15:51Nessun commento

GUIDO VIALE E CATALDO RANIERI SULLA CONVERSIONE ECOLOGICA
VENERDI’ 11 GENNAIO ALLE 17 AL CAMEC

Scenari di sviluppo diversi da quelli odierni si stanno rendendo necessari già da qualche decennio. Ma oggi più che mai la situazione, sia economica che ambientale, è critica, e i cambiamenti divengono urgenti. E’ questo il tema al centro de “La conversione ecologica”, l’ultimo libro di Guido Viale, economista, scrittore e studioso di tematiche ambientali, che sarà presentato venerdì 11 gennaio alle ore 17 al CAMeC di piazza Battisti per iniziativa dell’Associazione Culturale Mediterraneo.
Viale sviscera spunti e opportunità, ostacoli e “assurdità” dell’economia attuale, individuando elementi da valorizzare, politiche da attuare, strumenti, come l’automobile, a cui rinunciare. Per lui la conversione ecologica è sia soggettiva, quindi culturale e morale, sia oggettiva, quindi relativa al che cosa, come, per chi e dove produrre. Impone pertanto, accanto a un impegno personale e collettivo verso equità, efficienza e sobrietà nell’uso delle risorse, una trasformazione radicale di alcuni settori portanti dell’attuale assetto produttivo: il passaggio dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili, la chiusura del ciclo nella gestione dei rifiuti (rifiuti zero), un’agricoltura biologica, multifunzionale e di prossimità, una gestione del territorio attenta agli assetti idrogeologici e avversa al consumo di suolo, una mobilità fondata sulla condivisione dei mezzi e sull’integrazione tra trasporto di massa e trasporto flessibile.
Alla presentazione del libro di Viale interverrà, oltre l’autore, un protagonista delle battaglie ambientaliste, Cataldo Ranieri, del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto. Ranieri è un operaio dell’Ilva di 42 anni, che lavora nello stabilimento da 15 anni, e che è in prima fila nella lotta contro i veleni che per anni ha emesso l’impianto siderurgico dal quale dipende la sua sopravvivenza economica. Una scelta difficile e coraggiosa, che merita di essere ascoltata e soprattutto capita.

Per ogni informazione sulle attività dell’Associazione Culturale Mediterraneo visitare il sito www.associazioneculturalemediterraneo.com. Sono disponibili la documentazione di tutte le iniziative (rassegna stampa, galleria fotografica, materiali consegnati) e le recensioni dei principali volumi usciti sulle materie di cui si occupa l’Associazione.

Venerdì 11 gennaio al CAMeC, su invito dell’Associazione Culturale Mediterraneo, l’economista e scrittore Guido Viale ha presentato il suo libro “La conversione ecologica”. Assente per un’assemblea in fabbrica l’operaio dell’Ilva di Taranto Cataldo Ranieri, il cui messaggio è stato letto ai presenti, Viale è stato introdotto dal presidente di Mediterraneo Giorgio Pagano, che ha così sintetizzato il tema di fondo del libro: “un’espansione quantitativa senza limiti, così come l’abbiamo conosciuta dalla rivoluzione industriale, non appare sostenibile, è necessario un nuovo modello di sviluppo dell’economia in senso ecologico”. Per Viale la conversione ecologica, ha aggiunto Pagano, è sia soggettiva che oggettiva, riguarda cioè “l’elemento soggettivo della modifica dei nostri personali stili di vita” e “l’elemento oggettivo della modifica degli assetti produttivi”. Pagano ha proseguito affermando che il libro è una miniera di indicazioni anche per l’azione locale, e ha citato due punti presenti nell’elaborazione di Mediterraneo, frutto di molti incontri di approfondimento: “lo sviluppo delle fonti rinnovabili, su cui si potrebbe fare molto di più a Spezia e in Liguria, e l’abbandono delle fonti fossili nella centrale Enel” e “lo sviluppo dell’economia solidale, a partire dall’esperienza dei Gas (Gruppi di acquisto solidale) e dal loro impegno per la sovranità alimentare”. Su tutti gli altri punti proposti da Viale “ci sono nella città realtà associative e di movimento impegnate”: il suo libro “può aiutarle a crescere e a fare massa critica”. Il presidente di Mediterraneo ha così concluso:”La conversione ecologica è il terreno su cui selezionare una nuova classe dirigente della città, capace di operare in rapporto con le forme di partecipazione che il processo di conversione ecologica impone”.
Guido Viale ha insistito sulla necessità di “rilanciare la questione dell’ambiente come centrale” e ha ripreso il tema della conversione ecologica soggettiva, cioè morale e culturale: “il cambiamento dello stile di vita significa passaggio da un modello di consumo individuale a un modello di consumo condiviso”. L’esperienza dei Gas, ha spiegato, è emblematica. Mettendosi insieme per condividere gli acquisti i cittadini “saltano l’intermediazione commerciale, sviluppano lo scambio solidale tra loro anche in altri ambiti, fanno crescere una vera cultura ambientalista, superano le distinzioni in base al genere”. Viale si è poi soffermato sui punti di “trasformazione radicale di alcuni settori portanti dell’attuale assetto produttivo”: il passaggio dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili, la strategia rifiuti zero, l’agricoltura biologica e di piccola scala, la gestione del territorio attenta agli assetti idrogeologici e avversa al consumo di suolo,una mobilità fondata sulla condivisione dei mezzi di trasporto e sull’integrazione tra trasporto di massa e trasporto flessibile. In ognuno di questi ambiti, ha proseguito lo studioso, “la questione va affrontata solo partendo dal basso, dalla partecipazione dei cittadini, da processi governati non in modo centralistico ma dalla popolazione del territorio”. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per esempio, passa per “piccoli impianti realizzati dai cittadini e interconnessi tra loro, casa per casa, azienda per azienda, campo per campo”. La territorialità è essenziale per la conversione ecologica: occorre dunque, ha concluso Viale, “dare peso e credibilità alle associazioni e alle iniziative di base che si pongono obbiettivi di recupero di questa dimensione”. Sono tantissime, “spesso scollegate e poco coordinate, inseguendo ciascuno obbiettivi particolari”, per questo è necessario che “si formi un fronte compatto, attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni locali”.

E’ possibile scaricare tutto il materiale in formato .ZIP dal seguente link:

Guido Viale e Cataldo Ranieri sulla conversione ecologica – 11-01-2013

Popularity: 4%