Presentazione di “Succedeva un secolo fa. La sinistra e il fascismo in Italia e in Liguria. 1918-1925” di Roberto Speciale. Giovedì 26 maggio ore 17.30 al centro sociale anziani di Piazza Brin
21 Maggio 2022 – 12:24

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Crisi climatica e nuove politiche energetiche

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Incontro con il Ministro Andrea Orlando lunedì 2 dicembre al Centro Allende

a cura di in data 25 Novembre 2013 – 10:51Nessun commento

Lunedì 2 dicembre alle ore 17 al Centro Allende l’Associazione Culturale Mediterraneo organizza, per il ciclo “Crisi climatica e nuove politiche energetiche”, un incontro sul tema “Energia e ambiente. Un New Deal ecologico contro la crisi” al quale parteciperà il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Su questo tema Mediterraneo ha prodotto in questi anni un’elaborazione frutto del dialogo con le associazioni ambientaliste, imprenditoriali e sindacali, con Regioni e Comuni, con rappresentanti dell’Onu e dell’Unione europea, con molti esperti di tendenze diverse. L’elaborazione è così riassumibile: l’Italia deve raggiungere entro il 2014 gli obbiettivi di riduzione dei gas serra, quelli che provocano il riscaldamento globale, previsti dal protocollo di Kyoto, e entro il 2020 gli obbiettivi europei del “pacchetto 20-20-20”: -20 di anidride carbonica, +20 di energie rinnovabili, +20 di efficienza energetica; le emissioni sono diminuite dal 2008 in poi grazie non solo alla crisi economica ma anche al fatto che l’economia italiana si è fortemente de carbonizzata e che il mix energetico è cambiato: meno prodotti petroliferi, più gas e più fonti rinnovabili; gli obbiettivi dell’Onu e dell’Ue sono raggiungibili agendo su trasporti, riscaldamento e centrali; un nuovo Piano energetico dovrebbe fondarsi sull’efficienza, sulle fonti rinnovabili e sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, obbiettivi che potrebbero diventare il “driver” di un New Deal ecologico contro la crisi; nella fase di transizione la rete italiana può basarsi sul gas, che presenta caratteristiche ideali per combinarsi con le rinnovabili, e non sul troppo inquinante carbone. L’Associazione non ha mai trovato, però, interlocutori nel Governo nazionale: l’Italia non ha una strategia energetica. Il Ministro Orlando ha detto parole importanti: “serve un Piano energetico nazionale che vada verso la de carbonizzazione”. Come tradurre queste parole condivisibili in atti concreti? Il collegato ambientale alla legge di stabilità, per esempio, non affronta questo problema. L’incontro avrà le caratteristiche del confronto con la città, vitalmente interessata al Piano sia per il futuro della centrale Enel di Vallegrande che per quello del gassificatore Snam Rete Gas di Panigaglia.

All’incontro con il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando al Centro Allende sul tema “Energia e ambiente: un new deal ecologico contro la crisi”, organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo, c’erano in tanti: i movimenti ambientalisti -il Comitato La Spezia Via Dal Carbone ha consegnato al Ministro le 29.000 firme raccolte sulla petizione contro il carbone nella centrale Enel-, lavoratori e tecnici della centrale, amministratori locali, cittadini interessati. “E’ stato un momento di approfondimento e di confronto utile per tutti, grazie al Ministro e a tutti gli intervenuti”, ha commentato in conclusione il Presidente di Mediterraneo Giorgio Pagano. Pagano, all’inizio, ha posto al Ministro la questione di fondo: come tradurre in atti concreti le sue parole condivisibili sulla “de carbonizzazione”? Come dar vita a un Piano Energetico Nazionale che abbia una strategia fondata su risparmio ed efficienza energetica e sulle rinnovabili e, nella fase transitoria, sul gas? Domande riprese da Daniela Patrucco del Comitato, da Stefano Sarti di Legambiente, da Giovanni Ponzanelli del WWF, e da altri intervenuti.
Orlando ha ricordato che, nel nostro Paese, non c’è un Ministero dell’Energia e che la competenza del Piano è del Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con quello dell’Ambiente. Ed è stato chiaro su ciò che lui proporrà al suo collega Zanonato: risparmio ed efficienza; no alla tesi “abbiamo il gas, rinunciamo alle rinnovabili”, perché le rinnovabili sono non solo un modo per ridurre le emissioni di CO2 ma anche uno strumento per essere indipendenti come Paese; no a nuove centrali a carbone; studiare il modo di uscire dagli investimenti realizzati sul carbone. Molto dipenderà, ha aggiunto il Ministro, dalle indicazioni europee. Orlando ha anche detto che il suo Ministero è contrario allo “shale gas” (estrazione del gas dalle rocce), oggi centrale nella strategia energetica degli Stati Uniti. Sulla concessione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) alla centrale spezzina, il Ministro ha ricordato di aver prescritto uno studio sanitario entro un anno: “se emergeranno anomalie -ha concluso- l’AIA sarà rivista”.

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Incontro con il Ministro Andrea Orlando lunedì 2 dicembre al Centro Allende.

 

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