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Felettino subito, pubblico e solido nelle fondamenta

a cura di in data 4 novembre 2019 – 10:49Nessun commento
Il Palazzo Comunale visto dal mare (2011) (foto Giorgio Pagano)

Il Palazzo Comunale visto dal mare
(2011) (foto Giorgio Pagano)

Città della Spezia, 27 ottobre 2019 – Ho partecipato alla manifestazione organizzata dai sindacati per la realizzazione dell’Ospedale del Felettino. Capisco bene lo scetticismo ed il pessimismo del cittadino comune rispetto a un’opera di cui si parla da decenni senza che si vada mai al di là della posa della prima pietra, ma la situazione della sanità spezzina è così drammatica -il vecchio Felettino demolito, il Sant’Andrea al limite del collasso, il San Bartolomeo di Sarzana continuamente depotenziato- che dobbiamo a tutti i costi raggiungere l’obiettivo, e continuare a batterci.
Ho sfilato con il Manifesto per la Sanità locale, un movimento autonomo da ogni partito, perché ritengo che sia la forza che oggi affronta con maggior chiarezza il nodo della vicenda del Felettino.

CHE COSA E’ SUCCESSO NEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI
Cerchiamo di capire insieme che cosa è successo nei quattro anni dall’aggiudicazione dell’appalto da parte dell’impresa Pessina, nel 2015. In estrema sintesi:

1) Nel luglio del 2016 la Provincia della Spezia rilasciò l’autorizzazione sismica al progetto, presentata da IRE (la società della Regione che è responsabile unico del procedimento) e dall’impresa Pessina.
2) In questa autorizzazione la Provincia inserì una raccomandazione, nella quale scrisse che riteneva “alquanto deformabile la soluzione di fondazioni superficiali con travi rovesciate di 180 cm, su lunghezze di fabbricati di 200 m”, e sosteneva che non fosse “irragionevole aspettarsi cedimenti strutturali”.
3) A seguito di questa autorizzazione con raccomandazione, la ditta costruttrice avanzò subito la richiesta di una variante, il cui progetto è stato presentato a IRE il 15 luglio 2017.
4) Questo progetto di variante alle fondamenta del nuovo Ospedale è rimasto fermo per molto tempo.
5) Finalmente il 7 maggio 2019 il progetto è stato approvato dalla Provincia della Spezia, per quanto di sua competenza, cioè gli aspetti antisismici; in questa circostanza il Presidente della Provincia Cozzani ha affermato: “Il nuovo progetto appare migliorativo anche rispetto al progetto originario, poiché l’attuale, tra l’altro, è aderente alle nuove normative tecniche in materia di sismica introdotte nel 2018.”
6) Il 16 luglio 2019 il Comune della Spezia ha espresso, sulla variante, parere positivo per quanto concerne gli aspetti idrogeologici, di sua competenza.
7) Il 27 settembre 2019 è arrivato il parere negativo di IRE, senza che siano rese chiare le motivazioni alla base di questo giudizio (io, cittadino comune, mi sono sforzato ma non le ho capite).

L Ospedale Sant Andrea visto dal mare (2011) (foto Giorgio Pagano)

L’Ospedale Sant’Andrea visto dal mare
(2011) (foto Giorgio Pagano)

IL PROGETTO ORIGINARIO E’ ADERENTE ALLE NORME ANTISISMICHE?
Quello che sconcerta è che dopo tre anni la Regione, qualche giorno fa, abbia detto all’impresa: “O apri subito il cantiere sulla base del progetto originario o ti escludiamo e facciamo una nuova gara d’appalto”.
Ovviamente l’impresa ha risposto riaprendo subito il cantiere.
Ma il progetto originario è o no aderente alle nuove normative tecniche in materia di antisismica?
Perché la Regione ed il Comune non rispondono a questa semplice domanda?
L’annullamento del bando sarebbe una sciagura: si tratterebbe di ricominciare un’altra volta da capo. Altra gara, altri anni di attesa. Ci siamo già passati una volta, nel 2005, per responsabilità della Regione. Ora basta!
Bisogna che l’impresa riparta, sia pure dopo tre anni perduti: ma perché sulla base del progetto originario, quello con le fondazioni a rischio di cedimenti strutturali previsti ed accertati dalla Provincia?
La “sentenza” di IRE va rivista. Vogliamo il Felettino subito, pubblico e solido nelle fondamenta.

DIRE LA VERITA’ SUL PASSATO
Sul passato si fa gran confusione e gran propaganda. Bisogna essere onesti e dire la verità:
1)Nel 2004 la Regione di centrodestra fece saltare tutto per un suo errore: il Presidente della Commissione di gara fu nominato in violazione della legge sugli appalti pubblici. La questione fu oggetto di uno scontro durissimo tra la Regione ed il Comune, che rappresentavo come Sindaco.
2)Solo nel 2015 la Regione di centrosinistra bandì la nuova gara, quella vinta da Pessina. Da cittadino comune feci un plauso alla Regione, accompagnato però da critiche sulla mancata realizzazione di un DEA di secondo livello e sulla valutazione eccessiva del valore del Sant’Andrea. Subii per questo attacchi pesantissimi da parte di alcuni tra i massimi rappresentanti del Pd nelle istituzioni.
3)Anche chi, come me, ha fatto critiche all’appalto del 2015 oggi non può non dire: andiamo avanti con quell’appalto, non torniamo un’altra volta ancora al punto di partenza. Ma anche: pensiamo mille e mille volte a cosa vuol dire costruire un ospedale che rispetti le norme antisismiche.
Il punto non è stare dalla parte del centrosinistra o del centrodestra, né stare dalla parte di Pessina o dei suoi detrattori. Il punto è stare con i cittadini: sul nuovo Ospedale così come sulla dotazione di personale e di posti letto. La coscienza a posto non ce l’ha nessuno. Ma le soluzioni vanno trovate, con la mobilitazione unitaria della città. Come dico sempre, la sanità è il nostro ponte Morandi.

Si vedano, in questa rubrica, gli articoli:
Ospedali, una storia di ritardi e di errori, 12 febbraio 2017
Sanità, troppe ingiustizie contro Spezia, 12 maggio 2018
Ospedale, il Comune deve fasi sentire, 22 settembre 2018
Sanità spezzina, la riscossa è possibile, 3 febbraio 2019
La salute non si tocca, 21 luglio 2019
Il nuovo Ospedale, quanta follia, 13 ottobre 2019

lucidellacitta2011@gmail.com

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