Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello – Mercoledì 12 Dicembre ore 17 a Riccò del Golfo, Aula consiliare
11 dicembre 2018 – 09:52 | No Comment

Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana”
di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello
Mercoledì 12 Dicembre ore 17
Riccò del Golfo, Aula consiliare
Il libro di Giorgio …

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Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello – Lunedì 26 Novembre ore 17 a La Chiappa – Sala Caran

a cura di in data 22 novembre 2018 – 22:57Nessun commento
Invito

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Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana
di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello
Lunedì 26 Novembre ore 17
La Chiappa – Sala Caran

Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” (edizioni Cinque Terre) verrà presentato lunedì 26 novembre alle ore 17 alla Chiappa, nella Sala Caran. L’iniziativa è organizzata dalla Sezione Anpi della Chiappa, in occasione della Festa per il tesseramento 2019, in collaborazione con l’Associazione Culturale Mediterraneo. Interverranno Maria Grazia Tabbì, Presidente della Sezione Anpi della Chiappa, e Doriana Ferrato, Presidente della Sezione della Spezia dell’Aned; saranno presenti gli autori. Al termine aperitivo e musica.
L’intendimento del libro è quello di fornire un materiale organizzato, anche documentario, tramite il quale capire con la ragione e percepire sentimentalmente il fenomeno della Resistenza al femminile: moltissime donne, nate e cresciute sotto il fascismo, mai prima protagoniste, compirono dopo il 25 luglio e l’8 settembre 1943 scelte morali pesanti e drammatiche. Parteciparono agli scioperi operai, organizzarono proteste, diventarono staffette o partigiane in armi. Nelle campagne e nelle montagne si sviluppò la Resistenza civile delle donne, che furono curatrici e sostenitrici: senza il loro aiuto, variamente declinato fra silenzio, protezione, assistenza, il movimento partigiano non avrebbe potuto superare le traversie del durissimo inverno 1944-45.
Senza la pretesa di esaurire l’argomento “Donne e IV Zona Operativa”, il libro sicuramente costituisce una novità e un punto fermo: il nuovo sta nell’articolazione dei contenuti, nell’apparato di note, nell’ agevole accesso al materiale anche grazie all’indice analitico, nelle indicazioni bibliografiche, nell’ampia documentazione fotografica; il punto fermo è dato dal fatto che sono state raccolte- e oltre l’attuale fase storica sarebbe stato davvero impossibile- le ultime testimonianze delle protagoniste e/o di chi a stretto contatto con esse ha vissuto: 32 sono i ritratti delle donne partigiane, e un intero capitolo è dedicato alle donne delle campagne e delle montagne.
Tra le protagoniste del libro ci sono donne legate alla Chiappa e alla zona nord della città, come Maria Ledda, staffetta e poi partigiana in armi, nata in Valdurasca e vissuta a Stra.
“In un certo senso -scrivono Pagano e Mirabello- si è trattato di fare una corsa contro il tempo, per ‘fissare’ criticamente ma non freddamente un ‘altro’ tempo, senza il quale e senza l’affiorare in esso del protagonismo femminile non ci sarebbero state la Repubblica e la Costituzione. E’ un ‘altro’ tempo che ci parla ancora. Nella vita delle donne protagoniste del libro si intravede l’apertura di una breccia, il principio di un percorso di partecipazione: per tante di loro quei giorni furono ‘vissuti veramente da me’… Oggi che il percorso di emancipazione delle donne, così come il più generale percorso di emancipazione sociale, incontra grandi difficoltà, la concezione della Resistenza civile resta un potente strumento di trasformazione culturale: perché insegna che tutti e tutte, e quindi anche i più deboli, e in ogni occasione, possono fare qualcosa”.


Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” ha fatto tappa anche alla Chiappa, nella Sala gremita di Caran, per iniziativa della Sezione Anpi, in collaborazione con l’Associazione Culturale Mediterraneo.
Sono state ricordate, in particolare, due donne partigiane molto legate alla zona nord della città: Vera Del Bene “Libera” e Maria Ledda “Mery”, presenti le figlie Oretta e Anna. Entrambe staffette, furono scoperte e imprigionate, ma riuscirono a salire ai monti e ad entrar a far parte di formazioni partigiane, la Brigata “Centocroci” e il Battaglione “Gramsci-Maccione”. Sia “Libera” che “Mery” diventarono partigiane in armi. Giorgio Pagano ha evidenziato che in altre formazioni partigiane ciò non sarebbe potuto accadere, perché alle donne era proibito farne parte. “I casi di ‘Libera’ e di ‘Mery’ dimostrano -ha affermato- che l’esercito partigiano, pur maschilista e gerarchizzato, in alcuni momenti e comportamenti seppe prefigurare qualcosa di nuovo: la democrazia e un diverso modello di società basato sull’eguaglianza tra uomini e donne”. Pagano ha poi sottolineato che “le armi furono quasi sempre considerate dai partigiani come strumento temporaneo di lotta, non elemento fondativo”, e che “soprattutto le donne manifestarono un forte disagio nel ricorso alle armi”. Pagano ha infine ricordato lo straordinario rapporto costruito da “Libera” e da “Mery” con le donne contadine: senza di loro, sostengono entrambe nelle testimonianze contenute nel libro, “non ce l’avremmo mai fatta”. Le donne “si assunsero la loro responsabilità in modo diverso, con gradi diversi di partecipazione e di maturazione politica”: ma per tutte “fu il momento della scelta”. “Per la prima volta nella storia -ha concluso l’autore- la grande maggioranza delle donne uscì dal privato ed ebbe un ruolo protagonista nella società”.

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