Lunedì 19 Agosto ore 21.30 all’Arena Cinema Astoria di Lerici proiezione del film “Tutti pazzi a Tel Aviv”
10 agosto 2019 – 09:06 | No Comment

Tutti pazzi a Tel Aviv
Lunedì 19 agosto ore 21,30
Arena Cinema Astoria Lerici
L’Associazione Culturale Mediterraneo ed il Cinema Il Nuovo organizzano, lunedì 19 agosto alle ore 21,30 all’Arena Cinema Astoria di Lerici, la proiezione del film …

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Una storia è finita, Pd e sinistra ripartano dal basso

a cura di in data 10 marzo 2018 – 20:18Nessun commento

Il Secolo XIX nazionale, 9 marzo 2018 – Il Rosatellum, concepito contro il M5S per favorire l’accordo tra Renzi e Berlusconi, ha fallito il suo compito. Pd e Forza Italia non hanno compreso il malcontento sociale e hanno sottovalutato la richiesta popolare di un radicale cambiamento. Gli studi ci dicono che tra 2004 e 2011 la classe media è diminuita di oltre il 2%, e che il calo non si arresta. E’ il frutto di una miscela esplosiva: salari più bassi, calo dell’occupazione, crisi della contrattazione, attacco al welfare, più lavoro precario. Il M5S intercetta questa base sociale, fortemente critica contro l’austerity neoliberista. Non a caso il 15-20% degli elettori che votò Pd nel 2013 domenica ha votato M5S. Domenico De Masi, sul Secolo XIX, definisce i pentastellati “la nuova forza socialdemocratica in Italia, che raccoglie la stessa base sociale che una volta era del Pci di Berlinguer”. Forse è più corretto dire che il M5S è spinto, da questa base sociale, ad avere l’impronta di una “Podemos italiana”, una forza populista di sinistra. La spinta viene anche dal contesto politico che emerge dal voto: chi è il contraltare della destra, in un sistema nuovamente bipolare, se non la forza guidata da Di Maio?

Il Pd subisce una sconfitta epocale: è il crollo definitivo della “Terza via” alla Blair con cui una classe dirigente diventata neoliberista ha stravolto il significato, un tempo nobile, delle parole “sinistra” e “riformismo”; ed è il crollo di una concezione della politica castale e lontana dal popolo. La rabbia antirenziana nel Paese è così forte che anche Leu, l’alternativa tentata a sinistra del Pd, è apparsa forza di palazzo, quindi non realmente alternativa. I dati rilevano che Leu, non a caso, ha meno voti nelle periferie e tra gli strati sociali più deboli, esattamente come il Pd.

Pd, o meglio una sua parte, e sinistra possono però giocare un ruolo: se non si sottrarranno alle aspettative di svolta radicale espresse dal voto. Nulla sarà più come prima. Un’alleanza tra M5S e Lega non è pensabile. Non è nell’interesse di nessuna delle due forze, ed è resa impraticabile dal fatto che il M5S è espressione di un elettorato che vuole più protezione sociale e più Stato, mentre la Lega e la destra rappresentano elettori che vogliono meno tasse e meno Stato. Un governo imperniato sul M5S -auspicabilmente aperto alla società civile- può nascere solo con un qualche via libera dal Pd “derenzizzato” e dalla sinistra. Le alternative sono o l’appoggio di una parte del Pd alla destra o le elezioni a breve. In entrambi i casi il Pd ne uscirebbe ancora più a pezzi. In particolare, se si votasse ancora, gran parte dell’elettorato del Pd e della sinistra voterebbe M5S come proposta praticabile di governo e come argine contro la destra.

Pd e sinistra avrebbero, garantendo la nascita di un governo, modo di ripensare radicalmente se stessi. In particolare per la sinistra, ridotta a macerie, vale -sia per Leu che per Potere al popolo, che non può certo accontentarsi di poco più dell’1%- l’imperativo di non parlare tra i soliti, di aprirsi a nuove forme e figure di rappresentanza, di ripartire davvero dal basso e di dare vita a una riflessione politica e culturale che metta tutto in discussione. Che parta dalla consapevolezza che una storia è finita.

Giorgio Pagano
Cooperante, già Sindaco della Spezia

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