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8 dicembre 2017 – 18:30 | No Comment

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L’Italia che ha fiducia nell’Africa. Riflessioni su un’esperienza di cooperazione
Genova, Palazzo Ducale – Munizioniere Giovedì 23 Novembre ore 17.30

a cura di in data 17 novembre 2017 – 14:05Nessun commento
Depliant informativo

Depliant informativo

L’Italia che ha fiducia nell’Africa. Riflessioni su un’esperienza di cooperazione
Genova, Palazzo Ducale – Munizioniere
Giovedì 23 Novembre ore 17.30
Giorgio PAGANO – autore del libro «Sao Tomé e Principe – Diario do Centro do Mundo»
Giorgio MUSSO – docente Università di Genova
Alberto RIZZERIO – presidente Janua Forum
Valerio BALZINI – segretario Generale di Confcooperative Liguria

In una recente intervista il grande scrittore olandese Cees Nooteboom vede la soluzione dei conflitti che affliggono l’intera umanità soltanto nel superamento dell’ignoranza reciproca. Ci combattiamo perchè non ci conosciamo abbastanza, non abbiamo fiducia gli uni negli altri, addirittura neppure tra individui che si suppone appartengano alla medesima cultura.

Basti pensare che, secondo recenti dati Istat, nel 78% degli italiani si registra una generica perdita di fiducia negli altri. Se tanto ci dà tanto a proposito di individui della medesima provenienza, figuriamoci che cosa possa accadere quando ci si trovi di fronte a uomini di pelle, religione e costumi diversi da quelli a i quali siamo abituati.
“L’Africa è sempre più ‘nostra’. Le migrazioni, la globalizzazione e la crisi economica, il terrorismo jihadista: tutto spinge a superare i confini, a rendere permeabili le frontiere, a unire Europa e Africa”. Così la pensa Giorgio Pagano, autore del libro Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo”.

Questo libro, in controtendenza, riporta la testimonianza di un lavoro e di una esperienza costruiti sulla fiducia negli africani e nell’Africa in generale. Il libro, edito dalle Edizioni Cinque Terre, contiene il diario dell’esperienza di Pagano come cooperante nelle isole di Sao Tomé e Principe tra il 2015 e il 2016, il saggio introduttivo “La ‘nostra’ Africa” e i capitoli “Dalla cooperazione tra Comuni al partenariato tra comunità”, “Italia Mediterraneo Africa” e “L’esempio”. Il volume, che è anche un reportage fotografico sulle “isole al centro del mondo” con 115 immagini, ospita inoltre la prefazione del professor Gian Paolo Calchi Novati e un contributo di Mario Giro, viceministro agli Affari Esteri.

Riprende Pagano: “L’Europa non può più essere altra rispetto all’Africa, e viceversa: i destini sono interconnessi, il rapporto è e sarà sempre più stretto, tra grandi difficoltà e altrettanto grandi opportunità. Troppe sono le cause comuni che ci interpellano. L’Africa è il nostro grande Sud, l’Europa è il grande Nord dell’Africa… Il grande obbiettivo, ‘in direzione ostinata e contraria’, è quello di un’Africa che vinca la povertà senza subire le ferite irreversibili dell’invasione ‘sviluppista’. L’idea di ‘una cooperazione per domare il demone dello sviluppo’, che unisca i popoli del Sud e del Nord del mondo, comincia lentamente a farsi strada. Sembra un appello a fare cose impossibili. Eppure se il futuro ci riserva qualcosa di diverso dalla infinita ripetizione dello sviluppo e dei suoi miti qualcosa di questo impossibile non è destinato a rimanere per sempre tale”.

L’incontro si tiene nell’ambito della manifestazione “Mondo in Pace” organizzata dalla Caritas Diocesana genovese, che ha scelto per l’edizione 2017 il titolo “Fidarsi è bene Fidarsi è meglio”. Nel corso della durata della manifestazione (22-25 novembre) sarà esposta la mostra fotografica di Giorgio Pagano connessa al libro.

Info su www.mondoinpace.it


“Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo” di Giorgio Pagano ha fatto tappa anche a “Mondo in Pace”, la Fiera all’educazione alla Pace organizzata dalla Caritas Diocesana di Genova a Palazzo Ducale. Pagano ha presentato il suo libro discutendo del tema “L’Italia che ha fiducia nell’Africa. Riflessioni su un’esperienza di cooperazione” con Alberto Rizzerio, Presidente di Januaforum, Giorgio Musso, docente all’Università di Perugia, e Valerio Balzini, Segretario di Confcooperative Liguria.

Giorgio Musso ha parlato di un libro che “trasuda fiducia verso l’Africa e gli africani” e ha aggiunto: “Conosco molti cooperanti che hanno poca fiducia nell’Africa e sono pieni di pregiudizi verso gli africani. Pagano è partito senza pensare di essere migliore e di imporre le sue idee, è andato in Africa non da cooperante di professione e proprio per questo ha costruito un rapporto di fiducia reciproca. Su questa base è stato elaborato un piano di sviluppo condiviso che cerca di far sì che nell’economia globale Sao Tomé e Principe diventi, da oggetto, soggetto, con un suo autonomo modello di sviluppo basato sull’ecoturismo e sul rispetto dell’identità del luogo”.

Giorgio Pagano ha raccontato così la sua esperienza: “Non è stato semplice. All’inizio è stato traumatico: l’Africa è una realtà molto diversa, che ti sfida ad accettare le sue contraddizioni, i suoi tormenti, le sue passioni. La prima volta la reazione fu, dopo un po’, quella di fuggire. Ma poi sentii il bisogno di tornare: l’Africa ti penetra dentro, e nasce un rapporto indissolubile. Con i bambini, innanzitutto. Sono stato in villaggi dove i bambini non avevano mai visto l’’homem branco’: un essere curioso, da scoprire con il loro sguardo intenso e penetrante, con cui giocare, con cui scambiare la realtà interiore. Un rapporto indissolubile, sia pure meno immediato e da costruire nel tempo, anche con gli adulti: in loro c’è una intensa spiritualità, una grande solidarietà comunitaria, una ‘forza vitale’. E’ l’umanesimo africano. Sono andato con tanta fiducia e ne ho trovato altrettanta: è così che abbiamo potuto costruire un piano partecipato, frutto del lavoro di centinaia di persone. Mi è servita la mia esperienza di Sindaco: puoi governare solo se c’è la fiducia, se c’è la partecipazione, se c’è il sentimento di un’impresa comune”.

Alberto Rizzerio e Valerio Balzini hanno parlato dell’esperienza di Pagano come di “un modello di cooperazione, in cui centrali sono le persone e i territori, gli Enti locali” e in cui c’è spazio per “l’internazionalizzazione delle nostre imprese, che devono essere responsabili dal punto di vista sociale e ambientale e non predatrici”. L’Africa, ha concluso l’autore, “non è una minaccia da cui avere paura, ma una possibilità di rinascita e di crescita per risollevare l’Occidente, perché l’Africa non ha solo la bellezza ma anche ciò che noi non abbiamo: la terra e i giovani”.

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