“Migranti ed emarginati: la sfida dell’accoglienza” – Incontro all’auditorium Chiodo-Einaudi e all’Urban Center – Giovedì 4 maggio ore 10,30 e 17,30
29 aprile 2017 – 08:51 | No Comment

“Migranti ed emarginati: la sfida dell’accoglienza“
Incontro all’auditorium Chiodo-Einaudi e all’Urban Center
Giovedì 4 maggio ore 10,30 e 17,30
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Giorgio Pagano presenta a Firenze “Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo” Giovedì 23 marzo ore 18 Sala Gigli di Palazzo del Pegaso

a cura di in data 14 marzo 2017 – 15:44Nessun commento
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Giorgio Pagano presenta a Firenze
Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo
Giovedì 23 marzo ore 18
Sala Gigli di Palazzo del Pegaso

Il Consiglio regionale della Toscana e il FAIT (Forum Attività Internazionali della Toscana) hanno organizzato la presentazione a Firenze del libro di Giorgio Pagano “Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo”. L’iniziativa si terrà giovedì 23 marzo alle ore 18 nella Sala Gigli di Palazzo del Pegaso, in via Cavour 4. Interverranno Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Maria Stella Rognoni, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Firenze, Monica Barni, Vicepresidente della Giunta regionale della Toscana. Modererà Alfiero Ciampolini, portavoce del FAIT. Sarà presente l’autore, che è Presidente dell’Associazione Funzionari senza Frontiere, molto attiva in Toscana e aderente al FAIT. Il modello di cooperazione sperimentato a Sao Tomé e Principe tra 2015 e 2016 e teorizzato nel libro ha radici nell’esperienza e nell’elaborazione della cooperazione toscana, da tempo tesa a superare l’assistenzialismo e a dare centralità al ruolo dei territori e degli Enti locali.


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“La mia esperienza a Sao Tomé e Principe -spiega Pagano- è l’esempio di una visione della cooperazione che non si riduce agli aiuti ma tende a far sì che le persone non siano assistite ma autonome, capaci di battersi per autogovernare le proprie vite, per e con gli altri; e che tende a costruire e a potenziare le strutture istituzionali, economiche e civili decentrate, che sono decisive perché le persone possano realizzarsi”. Nel libro è centrale inoltre la riflessione sul modello di sviluppo africano. Secondo l’autore “il rapporto tra cooperazione internazionale e internazionalizzazione delle imprese è decisivo, ma c’è bisogno di imprese straniere non predatrici ma responsabili sul piano sociale e ambientale, rispettose dell’identità dei luoghi… la progettualità che abbiamo messo in campo a Sao Tomé e Principe stimola l’arrivo di imprese di questo tipo, nella pesca come nell’agricoltura o nel turismo”. Le imprese straniere devono collaborare con le imprese locali, perché “l’innovazione va portata dal di fuori ma al tempo stesso va fatta nascere dal di dentro, supportando le persone nei cambiamenti e suscitando la loro creatività”.

Il libro, edito dalle Edizioni Cinque Terre, contiene il Diario dell’esperienza di Pagano a Sao Tomé e Principe, il saggio introduttivo “La ‘nostra’ Africa” e i capitoli “Dalla cooperazione tra Comuni al partenariato tra comunità”, “Italia Mediterraneo Africa” e “L’esempio”. Il libro, che ospita la Prefazione del professor Gian Paolo Calchi Novati e un contributo di Mario Giro, Viceministro agli Affari Esteri, è inoltre un reportage fotografico sulle “isole al centro del mondo”, con 115 immagini.


 

Il Consiglio regionale della Toscana e il FAIT (Forum Attività Internazionali della Toscana) hanno organizzato la presentazione a Firenze del libro di Giorgio Pagano “Sao Tomé e Principe – Diario do centro do mundo”. Dopo gli interventi di Alfiero Ciampolini, portavoce del FAIT, e di Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, è intervenuta Maria Stella Rognoni, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Firenze. “Sao Tomé e Principe -ha detto la Rognoni- è al centro del mondo, secondo l’autore, non solo dal punto di vista geografico, perché sulla linea del’Equatore, ma anche dal punto di vista dei nodi politici che sono comuni a tutto il mondo: come fare comunità, come gestire la crisi climatica, come riconsiderare il modello di sviluppo”. L’interesse del libro è molteplice, ha continuato: “c’è una riflessione su che cos’è oggi la cooperazione, sulla ‘mediterraneità’ dell’Europa, un soffermarsi sugli esempi, perché la politica ha bisogno di esempi, di persone credibili, sobrie, austere… ma soprattutto il libro colpisce perché è un interrogarsi continuo sul tema ‘con chi sto lavorando’, che è davvero una cosa non comune”.
Infine l’autore: “Il cooperante, più che il progetto o l’oggetto, deve lasciare nel Paese in cui lavora la voglia di fare, la capacità di essere autonomi e creativi…. a Sao Tomé non ci siamo limitati all’assistenza e agli aiuti, ma abbiamo elaborato con la partecipazione popolare e con l’Ente locale la ‘visione’ e i progetti del futuro di Lembà, la regione più povera del paese”. Ciò è stato possibile “perché abbiamo trovato rispondenza nei saotomensi: ci sono, in loro, la povertà spirituale e l’individualismo frutto dei nostri tempi, ma anche la spiritualità e la solidarietà comunitaria, che sono alle origini della civiltà africana… c’è una saggezza millenaria, un retaggio di umanesimo, di dignità, di ottimismo, di forza vitale che nutre oggi e nutrirà il futuro di Sao Tomé e dell’Africa”.

Le prossime presentazioni sono previste a Genova (30 marzo) e a Milano (31 marzo).

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