Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV zona operativa, tra La Spezia e Lunigiana”, di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello, Venerdì 15 Dicembre ore 17 Centro Allende
8 dicembre 2017 – 18:30 | No Comment

Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV zona operativa, tra La Spezia e Lunigiana“,
di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello,
Venerdì 15 Dicembre ore 17 Centro Allende
Venerdì 15 dicembre alle 17 al …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Gianni Silvestrini presenta “Due gradi. Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia” Venerdì 17 febbraio ore 11, Auditorium Istituto Superiore Cardarelli

a cura di in data 11 febbraio 2017 – 23:55Nessun commento
Invito

Invito

Gianni Silvestrini
presenta
Due gradi. Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia
Venerdì 17 febbraio ore 11,
Auditorium Istituto Superiore Cardarelli

Il prossimo incontro organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo ha come ospite Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista QualEnergia, scienziato da sempre impegnato a individuare le novità in grado di accelerare la trasformazione ambientale del Paese. Silvestrini, nell’ambito del ciclo “Crisi climatica e nuove politiche energetiche”, presenterà il suo libro “Due gradi. Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia” venerdì 17 febbraio alle ore 11 nell’auditorium dell’Istituto Superiore Cardarelli (via Carducci, 120). L’iniziativa è inserita nel programma del Comune della Spezia “La Smart City alla sfida del cambiamento climatico”.

Il libro riflette sulla crisi climatica: in questi ultimi anni le temperature sono state di gran lunga le più alte da quando esistono le registrazioni strumentali, un dato in grado di cancellare ogni ipotesi di pausa nel processo di riscaldamento globale. Le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono le più elevate da almeno 800.000 anni, e dalla biosfera sono arrivati segnali di stress sempre più preoccupanti. La Conferenza di Parigi ha sancito la fine dell’era dei combustibili fossili, ma i propositi del nuovo Presidente americano non lasciano ben sperare. Siamo tuttavia di fronte a un quadro ricco di importanti novità: le disruptive technologies, la cui analisi costituisce il cuore di “Due gradi”, hanno tutte mantenuto le promesse. Malgrado i bassi prezzi dei fossili, sulle fonti rinnovabili si sono riversati investimenti record. Le vendite delle auto elettriche, grazie all’exploit della Cina, si sono impennate, prefigurando un prossimo boom reso possibile dal forte calo dei prezzi delle batterie. L’illuminazione a LED continua a sorprendere, con prezzi che hanno raggiunto valori previsti solo nel 2020, e la stampa 3D è diventata adulta, con forti investimenti sui materiali da utilizzare e sulle nuove stampanti. In parallelo, grazie anche all’impetuosa evoluzione delle tecnologie della comunicazione, si rafforzano le esperienze di economia condivisa, di nuovi modi di fare impresa, di consumo consapevole, suggestioni per possibili modelli economici diversi. “Due gradi” registra con realistica lucidità le trasformazioni in atto, i rischi da gestire e le straordinarie opportunità da cogliere.

Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista QualEnergia, ha presentato il suo libro “Due gradi. Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia” nell’auditorium dell’Istituto Superiore Cardarelli. Un’iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo, inserita nel programma del Comune della Spezia “La Smart City alla sfida del cambiamento climatico”. Il 2016 è stato l’anno più caldo, ha detto lo scienziato, ma “l’economia decarbonizzata è possibile”: “Dal 2014 a oggi abbiamo avuto a livello mondiale un livello di emissioni climalteranti stabile, quindi si è arrestata la crescita. L’economia è invece cresciuta del 3% nello stesso lasso di tempo. E’ in atto dunque un disaccoppiamento tra crescita economica e emissioni. Non basta, bisogna ridurre ancora le emissioni, ma è un segnale importante”. “Basti pensare -ha aggiunto- che l’Arabia Saudita ha in mente un piano da 2mila miliardi di dollari per programmare l’era post petrolio e che la Cina punta ad arrivare a una produzione di elettricità totalmente basata sulle rinnovabili entro il 2050. In Brasile l’eolico è già oggi più conveniente delle centrali tradizionali, mentre in Cile una centrale eolica ha proposto a un’asta energetica un prezzo che era la metà rispetto a quella della concorrente a carbone. Sta cambiando il mondo e chi si vuole opporre deve sapere che è troppo tardi. Ecco perché sarà difficile per Trump attuare il suo programma di riapertura delle centrali a carbone”.

E l’Italia? Silvestrini ha parlato di una “gestione scomposta e altalenante”, in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. “In questo momento si sta rivedendo la Strategia Energetica Nazionale, con una prospettiva più lunga che guarda fino al 2050, che in campo energetico non è una data molto lontana. I tedeschi hanno segnato la strada avviando un programma di ascolto a livello dei Lander, sulla base del quale sono stati elaborati dei modelli che hanno permesso al Governo di lavorare su 97 proposte concrete. Proposte arrivate dal basso e non viceversa: non si può creare un documento a livello governativo e poi fare una mera consultazione nei territori”. Ancora: “Non può essere un singolo Ministero a fare un piano energetico, perché il tema coinvolge troppi ambiti. Io avvierei oggi un processo di consultazione in tutta Italia, con una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio che poi cercherebbe il confronto con tutti i Ministeri interessati, dall’economia ai trasporti e così via. D’altra parte queste sono scelte che hanno a che fare con il modello di sviluppo che vogliamo imprimere a tutto il Paese”.

Tante le indicazioni per una trasformazione ambientale che parta dalle città: energie rinnovabili, efficienza energetica, riqualificazione spinta del patrimonio edilizio, auto elettrica e car sharing. Servono poi, ha concluso Silvestrini, “cittadini intelligenti”, capaci di cambiare i modelli comportamentali e gli stili di vita.

icona-pdfClicca qui per leggere l’introduzione di Gianni Silvestrini

Popularity: 4%