Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV zona operativa, tra La Spezia e Lunigiana”, di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello, Venerdì 15 Dicembre ore 17 Centro Allende
8 dicembre 2017 – 18:30 | No Comment

Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV zona operativa, tra La Spezia e Lunigiana“,
di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello,
Venerdì 15 Dicembre ore 17 Centro Allende
Venerdì 15 dicembre alle 17 al …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Il Secolo XIX nazionale

Asl e Alisa, dimenticati i medici di famiglia

a cura di in data 21 novembre 2016 – 13:00Nessun commento

Il Secolo XIX nazionale, 15 novembre 2016 – Quando si devono affrontare, in sede politica, le problematiche dell’organizzazione sanitaria c’è sempre il rischio che l’attenzione agli elementi gestionali prevalga rispetto al tema principale, che è il rapporto del cittadino con chi deve prendersi cura della sua salute.
A questo rischio non ha saputo sottrarsi la Regione Liguria: nelle settimane passate le iniziative della Giunta regionale si sono centrate su una “Super-ASL” (A.LI.SA) e sull’istituzione di una nuova figura apicale nelle ASL, il “Direttore socio-sanitario”. A parole, il “Libro Bianco” dell’Assessorato aveva esaminato le questioni di sostanza relative alla situazione sanitaria regionale, ma in concreto il tema decisivo, il rilancio della “medicina sul territorio”, non viene affrontato.

Peggio, si ritiene che esso trovi soluzione attraverso la mera istituzione dei ricordati Direttori socio-sanitari, che dovrebbero assicurare una corretta integrazione tra sistema ospedaliero e medicina “di base”. Sulla carta, il Direttore sanitario di ogni ASL ha però già oggi il compito di sovraintendere sia al sistema ospedaliero (per i presidi dipendenti dalla ASL stessa) sia alla “attività territoriale”; prima di istituire, a latere, un ulteriore Direttore, con evidenti pericoli di conflitti di competenze e di scaricabarile di responsabilità, sarebbe stata indispensabile una attenta analisi dei motivi per i quali l’integrazione, sempre auspicata, non si è attuata. Tra tali motivi, vi è certo il peso dei Presidi ospedalieri “autonomi” (a Genova S. Martino-IST, Galliera, Evangelico, Gaslini); ancor più rilevante è l’insufficiente attenzione dei vertici politici all’esigenza di valorizzare l’apporto dei Medici di famiglia, quelli con i quali il cittadino, già prima di avere una malattia acuta, si interfaccia nella quotidianità della sua vita, e il cui operato è ancor più decisivo in presenza di una popolazione, come quella ligure, di età media elevata.

L’Osservatorio Civico Ligure terrà un incontro pubblico su questi temi lunedì 21 alle 17 presso la sala del Consiglio Metropolitano di Genova (Largo Lanfranco, ex Provincia); interverrà Ivan Cavicchi, uno dei massimi esperti italiani di politiche sanitarie.

Giunio Luzzatto e Giorgio Pagano
Promotori dell’Osservatorio Civico Ligure

Popularity: 3%