Lunedì 19 Agosto ore 21.30 all’Arena Cinema Astoria di Lerici proiezione del film “Tutti pazzi a Tel Aviv”
10 agosto 2019 – 09:06 | No Comment

Tutti pazzi a Tel Aviv
Lunedì 19 agosto ore 21,30
Arena Cinema Astoria Lerici
L’Associazione Culturale Mediterraneo ed il Cinema Il Nuovo organizzano, lunedì 19 agosto alle ore 21,30 all’Arena Cinema Astoria di Lerici, la proiezione del film …

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Walter Tocci presenta “La scuola, le api e le formiche” Venerdì 11 Marzo ore 17 Urban Center

a cura di in data 6 marzo 2016 – 11:57Nessun commento
Invito

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WALTER TOCCI PRESENTA “LA SCUOLA, LE API E LE FORMICHE
Venerdì 11 marzo ore 17 Urban Center

L’Associazione Culturale Mediterraneo prosegue nell’impegno ad analizzare la situazione della scuola e del livello culturale del Paese: venerdì 11 marzo alle 17 all’Urban Center verrà presentato il libro di Walter Tocci, Direttore del Centro Riforma dello Stato, “La scuola, le api e le formiche”. La “Buona scuola”, secondo l’autore, è una riforma mancata, che complica la vita della scuola senza risolverne i problemi strutturali. La via d’uscita è un diverso discorso pubblico, che coinvolga le energie e le intelligenze di cui il nostro sistema di istruzione dispone e susciti una spinta creativa per rimuovere le diseguaglianze, rielaborare la didattica di fronte alle sfide del nuovo mondo, accordare il tempo della scuola e il tempo della vita, ripensare la scuola come istituzione.

Così Walter Tocci sintetizza il contenuto del libro: “In natura ci sono due comunità operose: le formiche che curano la vita in comune e le api che scrutano nuovi paesaggi. Ecco una sorta di manuale per i riformatori dell’istituzione scolastica: formicai accoglienti per le domande dei giovani, per i migranti, per i giovani che tornano a studiare. E favi sapienti, alimentati dalla curiosità per il nuovo mondo e dalla creatività della didattica. Sono questi i mondi vitali che salvano l’educazione dalle ossessioni normative. Così sono maturate le buone opere e i giorni migliori della scuola italiana. Per editto è venuto ben poco”.


 

Walter Tocci, Direttore del Centro Riforma dello Stato, invitato dall’Associazione Culturale Mediterraneo ha presentato all’Urban Center il suo libro “La scuola, le api e le formiche”. Il Presidente Giorgio Pagano ha presentato il libro sottolineando la sua coerenza con uno degli assunti su cui è nata e cresciuta l’Associazione: la riflessione sull’anima della scuola, sui suoi fondamenti valoriali, sulla nuova didattica. Per Tocci, infatti, “la riforma della scuola non è una questione di leggi ma una grande questione culturale del nostro tempo”. Tra i punti principali del suo intervento quello sulla “didattica tutta da inventare per il nuovo mondo” e sul “ripensamento dei fondamenti teorici e pratici della didattica”, problemi “non affrontati dalla buona scuola del Governo Renzi”. Così come, hanno detto sia Pagano che Tocci, non vengono affrontate dalla riforma governativa altre questioni chiave: la riforma dei cicli scolastici, l’abbandono degli studenti, il neoanalfabetismo degli adulti, le diseguaglianze sociali. L’unica novità è “l’applicazione ossessiva della logica di uno solo al comando anche nel mondo della scuola”: “ci sono -ha detto l’autore- presidi capaci e presidi incapaci, il rafforzamento solo amministrativo della figura aiuta solamente il preside inadeguato, chi è capace il suo ruolo lo ha già conquistato sul campo”. Tocci ha poi criticato la competizione tra insegnanti (“il lavoro migliore è quello di equipe, il clima di condivisione nelle scuole non va minato”) e una concezione tutta formale della valutazione (“con i quiz ministeriali la scuola di Mario Lodi e di don Milani non sarebbe mai diventata un modello per generazioni di insegnanti”). Focus anche sul rapporto con il mondo del lavoro: “Il nostro sistema produttivo è arretrato e non ha bisogno di tante competenze: abbiamo circa la metà dei laureati rispetto agli altri Paesi europei, ma non trovano lavoro”. La soluzione “non è abbassare il livello dell’asticella per adeguarsi al mercato, perché così si lavora per il declino, ma invece investire su scuola e ricerca per sviluppare l’economia”. Infine una considerazione sul metodo: “Non c’è stato un coinvolgimento delle competenze, né un rapporto con i fermenti che ci sono nelle scuole: dentro la scuola italiana c’è un patrimonio morale e culturale, il vero riformatore deve entrare in connessione con questo patrimonio, non fare editti decisionisti che poi non riescono a modificare la realtà”.

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