Presentazione di “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello – Venerdì 14 Settembre ore 21 a Varese Ligure
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Partiti obsoleti Pd partito del premier

a cura di in data 6 gennaio 2016 – 18:34Nessun commento

Il Secolo XIX, 2 gennaio 2016 – I partiti non sanno più interpretare le domande dei cittadini: il punto di contrasto con Moreno Veschi è, non da oggi, su questo giudizio. Ciò che esce dai loro schemi non è populismo, ma la richiesta dei cittadini di partecipare e di essere rappresentati. La crisi dei partiti è di rappresentanza, e viene da lontano. Io ne trassi le conseguenze nel 2007: lasciai i partiti e mi impegnai, da una postazione civica, per cambiarli. Ho sperato in un partito nuovo della sinistra, che superasse la divisione tra sinistra riformista e radicale. Ma quel progetto è fallito: oggi non esistono più né la sinistra riformista (il Pd è ormai il “partito del premier”) né la sinistra radicale (il tentativo di creare un nuovo partito ha prodotto solo varie schegge ininfluenti). La mia esperienza alle regionali del 2015 mi ha rafforzato nel giudizio. Dal 2005 ho sempre rifiutato le candidature offertemi dai partiti. Diedi una disponibilità solo in quell’occasione, perché la proposta arrivava dal civismo: mi illusi che potesse esserci un’alleanza tra civismo e sinistra, ma sbagliai. L’alleanza resta una possibilità per il futuro, ma presuppone una sinistra nuova, che esca dai palazzi, reali e virtuali, e torni tra i cittadini. Cosa che oggi non vedo.

Ecco perché, per le comunali del 2017, spero in una coalizione dei cittadini. Le vicende che bloccano da anni il waterfront o piazza Verdi dimostrano che manca la politica partecipata, quella che riavvicina e concilia le differenze. E poi non si spinge lo sguardo un po’ più in là rispetto al solito, verso la “terza rivoluzione industriale”, quella ambientale… Insomma, è probabile che il Pd perda le elezioni. Per la Regione lo dissi più volte, e fui preveggente: vinse la destra. Per evitare il bis c’è una sola possibilità: un’alleanza non tra partiti morenti e nascenti ma tra cittadini, rivolta a tutti, soprattutto a chi non vota più, non solo a chi è di sinistra. Che getti alle ortiche le vecchie identità e faccia qualcosa di inedito: mescolare persone a prescindere da ogni appartenenza politica passata, all’aperto, fuori dalle segrete stanze. E’ un progetto che affonda le sue radici nella lunga storia di solidarietà e partecipazione di Spezia e che ha ambizioni di governo. Io non sono in gioco come leader: le mie scelte restano il lavoro sociale e culturale, il referendum per salvare la Costituzione, la Palestina e l’Africa. Ma come cittadino, se questo sogno si realizzerà, mi impegnerò.

Giorgio Pagano
Presidente dell’Associazione Culturale Mediterraneo

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