Presentazione del primo volume di  “UN MONDO NUOVO, UNA SPERANZA APPENA NATA. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia” “DAI MOTI DEL 1960 AL MAGGIO 1968” di GIORGIO PAGANO e MARIA CRISTINA MIRABELLO – Lunedì 13 gennaio 2020 ore 17 Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso”
4 gennaio 2020 – 10:40 | No Comment

Presentazione del primo volume di
“UN MONDO NUOVO, UNA SPERANZA APPENA NATA.
Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia”
“DAI MOTI DEL 1960 AL MAGGIO 1968”
di GIORGIO PAGANO e MARIA CRISTINA MIRABELLO
Lunedì 13 gennaio 2020 ore 17
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DA SAN FRANCESCO A FRANCESCO. LAUDATO SI’ E LA GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE
Incontro con ENRICO GALAVOTTI e GUIDO VIALE
Lunedì 9 novembre ore 17 Urban Center

a cura di in data 3 novembre 2015 – 17:03Nessun commento

MEDITERRANEO 9 NOVEMBRE 2015

DA SAN FRANCESCO A FRANCESCO.
LAUDATO SI’ E LA GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE

Incontro con ENRICO GALAVOTTI e GUIDO VIALE
Lunedì 9 novembre ore 17 Urban Center

L’Associazione Culturale Mediterraneo vuole aprire il dibattito in città sull’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”: una dura ma obbiettiva presa di coscienza sulla nostra casa comune, la terra con il suo Creato, e insieme la proposta rivoluzionaria di un’”ecologia integrale” e di un nuovo umanesimo che cambi profondamente gli assetti economici, sociali e politici e i paradigmi culturali dominanti. Non un semplice appello ambientalista ma una critica radicale a questa società e ai suoi modelli di produzione e di consumo, e insieme una proposta alternativa.
L’iniziativa, che rientra nel ciclo “Religioni e politica”, si terrà lunedì 9 novembre alle 17 all’Urban Center. Ne discuteranno Enrico Galavotti, docente di Storia del Cristianesimo all’Università di Chieti-Pescara e ricercatore della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, e Guido Viale, sociologo, economista e ambientalista. Per ogni informazione sulle attività dell’Associazione visitare il sito www.associazioneculturalemediterraneo.com


“Laudato sì” è la prima enciclica della storia della Chiesa dedicata espressamente al problema ambientale. Se ne è discusso all’Urban Center, nell’incontro promosso dall’Associazione Culturale Mediterraneo, nel quale personalità tra loro diverse, come il Presidente dell’Associazione Giorgio Pagano, il docente di Storia del Cristianesimo Enrico Galavotti e il sociologo, economista e ambientalista Guido Viale hanno convenuto sul carattere di “rottura” e di “svolta” del documento di Papa Francesco. Il concetto decisivo dell’enciclica, ha sottolineato Pagano, è quello di “ecologia integrale”, in grado “di abbracciare tutte le componenti della vita umana e di collegare problema ambientale e problema sociale, due volti della stessa medaglia”. Si pensi ai migranti che fuggono dai cambiamenti climatici e allo sfruttamento delle risorse dei Paesi colonizzati, che si accompagna all’inquinamento e alla devastazione ambientale. Ecco perché, sostiene il Papa, bisogna “cambiare il modello di sviluppo globale, senza vie di mezzo”. Un altro concetto chiave, ha sostenuto Enrico Galavotti, è “la fine del mito del progresso infinito, che porta alla critica della politica subordinata al paradigma tecnico-economico e alla proposta della conversione ecologica dell’economia”. Una tesi, ha proseguito lo storico, ispirata dal pensiero del teologo Romano Guardini e dalle esperienze pastorali e teologiche delle Chiese latino-americane. “La critica al Papa di populismo -ha concluso Galavotti- è la reazione di chi ha paura a riconoscere la realtà e rifiuta ogni responsabilità verso le generazioni future”. Guido Viale ha messo l’accento sull’abbandono dell’antropocentrismo -“il vivente, che comprende tutta la realtà, è al centro dell’universo, non più l’uomo”- e sulla critica alla “cultura dello scarto”, quella per cui “usiamo le cose e le persone finché ci servono, per poi liberarcene”, una critica che Francesco riprende dal sociologo Zygmunt Bauman. Alla “cultura dello scarto” si risponde con la “conversione ecologica”: il cambiamento radicale della concezione dell’economia e del nostro stile di vita personale. Il concetto fu elaborato, ha ricordato Viale, dall’ambientalista trentino Alex Langer, che “preferisce il termine conversione a rivoluzione o riforma perché propone il cambiamento soggettivo verso la natura e verso il prossimo”. Francesco, ha concluso Viale, “riprende il termine conversione ma va più avanti di Langer perché collega giustizia sociale e giustizia ambientale”. In questo, hanno convenuto i tre relatori, Francesco si pone non solo come capo della Chiesa ma anche e soprattutto come padre dell’intera umanità.
“Laudato sì”, hanno concluso, è il “Manifesto per l’umanità del XXI secolo, a rischio di restare senza futuro”.

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