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25 maggio 2020 – 14:23 | No Comment

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Lo spartiacque tra bene e male

a cura di in data 3 maggio 2015 – 18:28Nessun commento

La Nazione, 25 aprile 2015 – Settant’anni fa i partigiani fecero il loro trionfale ingresso in città. Le fabbriche e il porto erano stati minati dai tedeschi, che furono costretti a rinunciare. L’arrivo successivo degli Alleati avvenne senza dover sparare neppure un colpo, perché i nazifascisti erano stati già spinti alla fuga.

Il Comitato Unitario ha iniziato le manifestazioni del 70° nel 2013. Perché la Resistenza, preparata nella lotta clandestina nel ventennio fascista, iniziò subito dopo la caduta di Mussolini, il 25 luglio ‘43. La prima grande manifestazione popolare si tenne il 29 luglio, con due giovani operai uccisi. Poi abbiamo ricordato l’8 settembre, la disfatta dello Stato, l’invasione tedesca; e la scelta della Marina di sottrarre le navi del nostro porto ai tedeschi, il sacrificio di 1250 marinai della corazzata Roma: una scelta che dimostrò senso del dovere e dell’interesse della Patria, i sentimenti che animarono la Resistenza.

Dopo l’8 settembre cominciarono a formarsi le prime bande dei ribelli nelle nostre colline e montagne. Erano militanti dei partiti antifascisti, militari sbandati, giovani renitenti al bando della Repubblica fascista. I partigiani riuscirono a superare due terribili inverni solo grazie a uno straordinario sostegno popolare: dei contadini, delle donne, dei sacerdoti, degli operai, con il grande sciopero del marzo 1944. In questi due anni abbiamo ricordato i principali eventi, cercando di dare il senso della Resistenza spezzina come grande moto di popolo, unione di lotta armata e lotta civile. Non a caso i civili furono vittime di rappresaglie: la più terribile a Migliarina, il 20 novembre ‘44, cui seguì la deportazione di massa nei campi di sterminio.

Da oggi al 3 maggio, insieme al Comune, abbiamo organizzato ai Giardini Pubblici la “Festa della Liberazione”, per unire al rispetto verso chi si sacrificò la gioia dello stare insieme, e la riflessione sull’attualità dei valori della Resistenza.

Alla radice della Resistenza furono due grandi scelte. La prima: i resistenti non accettarono di essere spettatori passivi della storia. Furono uomini e donne che scelsero di non pensare alla vita come a una chiusura in se stessi ma come a un cammino da percorrere insieme agli altri. La seconda: furono uomini e donne che scelsero il bene. La Resistenza è uno spartiacque cruciale nella storia d’Italia, quello in cui bene e male sono stati distinti una volta per tutte; che ha imposto a un popolo di schierarsi, da una parte o dall’altra. La forza della Resistenza è che ci spinge a prendere una posizione netta, alla scelta morale. Come allora e come sempre, anche oggi bisogna scegliere tra il bene e il male. Ecco perché è inaccettabile, come ha detto il Presidente della Repubblica, che il Mediterraneo sia una grande fossa comune per persone che cercano una vita migliore. La nostra umanità deve ribellarsi, come fece settant’anni fa.

Franco Bernardi, Paolo Galantini, Giorgio Pagano
Copresidenti del Comitato Unitario Provinciale della Resistenza

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