“Tra sovranismo e populismo. Il futuro della sinistra europea” – Confronto tra Carlo Galli e Pierfranco Pellizzetti, Giovedì 23 Maggio ore 17 alla Mediateca Regionale Ligure
13 maggio 2019 – 21:52 | No Comment

“Tra sovranismo e populismo. Il futuro della sinistra europea”
Confronto tra Carlo Galli e Pierfranco Pellizzetti
Giovedì 23 Maggio ore 17
Mediateca Regionale Ligure
I protagonisti della prossima iniziativa dell’Associazione Culturale Mediterraneo saranno Carlo Galli, docente di Storia delle …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Quale scuola per l'Italia

L’attualità di Don Milani: un ragazzo della scuola di Barbiana incontra gli studenti

a cura di in data 8 maggio 2013 – 14:59Nessun commento

L’ATTUALITA’ DI DON MILANI:
UN RAGAZZO DELLA SCUOLA DI BARBIANA INCONTRA GLI STUDENTI
Martedì 14 maggio ore 10,30 sala Dante

Agostino Burberi, uno dei primi sei ragazzi della scuola di Barbiana, vicepresidente della Fondazione don Lorenzo Milani, sarà il protagonista dell’incontro sul tema “Don Milani il suo pensiero la sua scuola”, organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dalla Consulta Studentesca Provinciale e dalla Federazione degli Studenti. L’incontro si terrà martedì 14 maggio alle ore 10,30 in sala Dante. Grazie all’intervento di Burberi e alla proiezione del video “L’ultima lettera di Barbiana” sarà possibile riflettere sulla figura storica e culturale di don Milani e sulla sua straordinaria attività di educatore nella scuola di Barbiana. Nella “Lettera a una professoressa” (1967), bellissimo esempio di scrittura collettiva, i ragazzi che frequentavano la scuola e il loro Priore denunciavano un metodo didattico che era ostativo alla realizzazione, anche sociale, dei ragazzi delle classi più povere. A Barbiana gli ultimi erano al centro del progetto educativo, nella consapevolezza che tutti, anche i più svantaggiati, dovessero possedere la cultura necessaria a far valere i loro diritti. Da quelle parole deriva ancora oggi un “fare scuola” orientato alla presa di coscienza civile e sociale, improntato al valore dell’accoglienza, in una società complessa e in continuo cambiamento, per insegnare a ogni alunno ad apprendere e a vivere con gli altri.

Agostino Burberi, uno dei primi sei ragazzi di Barbiana, ha affascinato gli studenti spezzini, presenti numerosi in sala Dante per iniziativa dell’Associazione Culturale Mediterraneo, della Consulta Studentesca Provinciale e della Federazione degli Studenti. Prima di lui Marco Bibolini, per la Consulta, e Giorgio Pagano, per Mediterraneo, avevano parlato di “attualità e validità di don Milani, nonostante i grandi cambiamenti rispetto a cinquant’anni fa”. E Burberi lo ha dimostrato, raccontando l’esperienza della scuola di Barbiana. Era una scuola senza banchi e senza voti, che iniziava alle 8 e finiva alla sera: don Milani era capace di renderla continuamente interessante per i ragazzi. Il maestro era fondamentale, ma altrettanto lo era il clima che si riusciva a creare: i più grandi insegnavano ai più piccoli, se qualcuno rimaneva indietro ci si fermava tutti, i traguardi di uno erano i traguardi di tutti. Si leggevano i giornali, ha continuato Burberi, e c’era grande attenzione alla vita, all’attualità, alle cose che succedono. Fondamentale, poi, era il valore del gruppo, il lavoro di gruppo. E lo spirito di classe: i ragazzi poveri e più svantaggiati di Barbiana dovevano avere anche loro cultura, possedere cioè la padronanza delle parole, condizione per avere gli stessi diritti dei ragazzi borghesi, e soprattutto per essere utili agli altri. Don Milani, ha detto Burberi, amava profondamente i ragazzi. Forse il suo segreto più grande, attualissimo, era questo amore, il credere nei ragazzi, il far percepire che si ha fiducia in loro. Il ragazzo di Barbiana ha raccontato anche l’esperienza precedente di don Milani, la scuola popolare serale di Calenzano, e prima la sua gioventù di figlio di una ricchissima famiglia fiorentina. Anche se, ha detto, “lui ci parlava della sua vita solo da quando era entrato in seminario, mai del passato”. Sappiamo ancora poco della  sua conversione, ma il motivo di fondo fu “il suo voler allontanarsi dalla classe degli sfruttatori”. Prima di morire disse ai ragazzi: “Dio ha fatto un miracolo, il cammello è passato nella cruna dell’ago”, alludendo alla sua origine sociale che aveva sempre combattuto nel nome dell’eguaglianza e della giustizia.

E’ possibile scaricare tutto il materiale in formato .ZIP dal seguente link:

Agostino Burberi in Sala Dante – 14 maggio 2013

Popularity: 10%